Coop diversifica la marca privata In comunicazione 20 mln di euro

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Il presidente Pedroni: nasce Origine, prodotti con una filiera controllata al 100%

marco pedroniCoop rilancia con forza la sua marca privata e tira fuori tutto l’«orgoglio da vero e proprio produttore di alimentari», ha dichiarato Marco Pedroni, presidente di Coop Italia che investirà a sostegno dell’importante operazione rinnovando le confezioni dei prodotti a marchio e soprattutto pianificando nuove campagne di comunicazione.
Budget advertising: 20 milioni di euro, in crescita del 25% e con un significativo spostamento sui media digitali. Le linee di private label verranno sviluppate su diverse categorie, dalla cura della persona alla salute degli animali passando per la pulizia della casa. In aggiunta, per tutti quei prodotti di cui Coop controlla il 100% della filiera è in arrivo Origine, una linea che spiega e certifica al grande pubblico ogni passaggio della produzione di quello specifico prodotto. Le nuove referenze saranno disponibili da fine agosto-primi di settembre.
Nel settore della distribuzione moderna cade così un ulteriore punto di riferimento: la distinzione tra le aziende che producono e le insegne della grande distribuzione organizzata (gdo) che vendono la merce nei supermercati. Il motivo? Sempre secondo Pedroni, «c’è sempre meno fedeltà ai marchi commerciali e così si crea uno spazio ulteriore per la private label. In questi spazi lasciati vuoti noi ci infiliamo. Le parole d’ordine sono qualità e trasparenza, bandendo elementi nocivi per la salute ma anche, tra gli altri, lo sfruttamento del lavoro nero». E siccome Coop vuole competere con tutte le marche, non solo le altre private label, il suo marchio privato si riposizionerà verso l’alto.
Già oggi Coop dispone di Tutela, una linea con circa 4 mila referenze che valgono il 75% delle vendite. L’intenzione, però, è implementarla con Origine. «Partiamo con una cinquantina di prodotti», ha proseguito Pedroni a margine de Linkontro Nielsen. «Anche grazie a Origine, quindi, vogliamo portare i ricavi grocery (gli alimentari, ndr) dall’attuale 26-27% al 30% e, a volume, arrivare a toccare la soglia del 40%».
A proposito di prodotti alimentari, Coop ha ripreso anche a sperimentare un servizio di consegna a domicilio ma «non in concorrenza con Amazon», ha precisato Pedroni, «piuttosto considerando che noi distributori abbiamo piattaforme fisiche che gli operatori online non hanno e che, quindi, rappresentano un atout».
Il fil rouge che unisce le nuove iniziative Coop è seguire le evoluzioni del mercato, tra consumatori che acquistano in base all’esperienza che i prodotti offrono e nuovi canali di vendita, primo tra tutti il digitale. Un minimo comune denominatore che porterà anche all’apertura allo studio a Milano del supermercato del futuro, quello stesso format tecnologico che Coop ha inaugurato all’Expo meneghino. «Ora vogliamo declinarlo concretamente nei nostri punti vendita», ha concluso il presidente dell’insegna, «per restare al passo coi tempi».

Italia Oggi

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