Il Salone del Gusto riparte da Torino: le novità dell’edizione 2016 in 10 punti

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salone-gusto-torino1. La nuova formula e il tema
Il Salone del Gusto arriva in città. La storica manifestazione di Slow Food che ogni due anni porta produttori e contadini da tutto il mondo al Lingotto per un grande appuntamento dedicato all’agricoltura per la prima volta abbandona la dimensione fieristica e sbarca a Torino, nel cuore del centro storico, «per ristabilire il legame tra città e contado, che oggi non esiste più». Parola del presidente Slow Food Carlo Petrini, che all’Osteria del Treno di Milano ha presentato tutte le novità dell’edizione numero dieci (22 -26 settembre 2016), molto importante perché celebra i 20 anni dalla nascita del Salone e i 30 dalla creazione di Slow Food. Dal cambio di location al cambio del nome, che quest’anno sarà «Terra Madre Salone del Gusto»: un modo per mettere l’accento sulle comunità di produttori e sul tema della manifestazione, «Voler bene alla Terra», scelto perché proprio nel momento in cui più si parla di cibo l’agricoltura versa in gravi difficoltà.

2. I contadini dal mondo (da ospitare)
«Il nuovo corso del Salone è un atto di audacia — continua Petrini — a cui Torino sta rispondendo in modo entusiasta. Con ottanta famiglie che apriranno le proprie case ai contadini di Terra Madre (oltre 700 contando le 50 città del Piemonte che si sono mobilitate, ndr) e l’aiuto di Caritas, Cia, Coldiretti, Diocesi, Università. Le persone in arrivo saranno cinquemila, da 160 Paesi: senza l’aiuto di tutti non potremmo farcela. Poi ci sono le istituzioni che stanno collaborando ad arricchire il programma. Il Museo Egizio, per esempio, attiverà dei seminari sulle politiche agricole dei faraoni, dimostrando come alcune buone pratiche sostenibili, come l’irrigazione controllata, siano arrivate fino a oggi».

3. Le location: il Parco del Valentino
Il Salone del Gusto si svolgerà tra due poli principali: da un lato il Parco del Valentino — con il mercato dei produttori (mille, da 100 Paesi), aperto dalle 10 alle 19, le attività educative all’interno del Borgo Medievale e i 40 forum di Terra Madre alla facoltà di Architettura del Politecnico, dentro al Castello del Valentino — e dall’altro le piazze del centro storico, a circa mezz’ora di camminata.

4. Il centro storico e i musei
Palazzo Reale sarà la sede dell’enoteca del Salone, che attraverso i Laboratori del gusto farà assaggiare al pubblico oltre 900 etichette, l’antistante piazzetta ospiterà i food truck, in piazza Castello troveranno spazio gli stand delle Regioni italiane e degli sponsor e gli appuntamenti con gli chef, al Teatro Carignano verranno organizzate le 12 conferenze sul tema «Voler bene alla Terra», in via Roma ci sarà la sfilata dei Presìdi Slow Food (180 italiani e 150 internazionali).

5. Appuntamenti e prenotazioni
Gli appuntamenti nei cinque giorni saranno centinaia: 128 su prenotazione, tra cui 82 Laboratori del Gusto (30 dedicati al vino, 15 alla birra, 15 ai prodotti del territorio, 8 al caffè, 8 alla pasta, 6 agli abbinamenti con il Sigaro Toscano e 15 appuntamenti di Mixology), 27 lezioni di Scuola di Cucina, 4 Appuntamenti a Tavola, le cene preparate da grandi chef italiani e internazionali e ospitate da Eataly Lingotto, e poi dimostrazioni con oltre 40 chef. Questi incontri sono da prenotare sul sito Salonedelgusto.com (e a pagamento). L’accesso agli spazi in città, invece, è libero. La manifestazione è organizzata insieme a Città di Torino e Regione Piemonte, con il contributo di Coldiretti e il sostegno dei partner Lurisia, Lavazza, Pastificio Di Martino, Sapori, Iren, Intesa Sanpaolo e Quality beer academy.

6. Attività per scuole e famiglie (a partire dall’orto)
«Affinché i consumatori siano sempre più consapevoli, dei co-produttori, come mi piace chiamarli, bisogna educarli sin da bambini», spiega Carlo Petrini, che vent’anni fa ha avviato il progetto degli orti didattici quasi per sfida senza immaginare che nel mondo questo movimento sarebbe arrivato a contare migliaia di iniziative, di cui 550 solo in Italia. «L’orto insegna ai bambini il valore della biodiversità, delle materie prima, del lavoro, perché ogni giorno bisogna ricordarsi di innaffiare le piantine e smuovere la terra. Quando il frutto dell’orto arriva in tavola, poi, si trasforma la mensa scolastica in un’aula del gusto, in cui i bimbi imparano a mangiare e a non sprecare il cibo». Visto l’impegno didattico di Slow Food il Salone del Gusto conterà quasi 200 attività dedicate a scuole e famiglie: laboratori, workshop ludico-didattici, giochi, mostre che si terranno fra il Borgo Medievale nel parco del Valentino e il Museo del Risparmio di via San Francesco d’Assisi.

7. Storie di cuochi e cucina7 .Storie di cuochi e cucina
Tra le novità di questa edizione gli appuntamenti «Storie di Cuochi e di Cucina», lezioni sul cibo tenute da grandi chef. Si comincia con un piatto della tradizione piemontese, gli agnolotti, proposti da Ugo Alciati e Claudio Vicina per poi fare un salto nel futuro accompagnati da Davide Scabin che immagina la cucina del 2036. Poi Juri Chiotti, chef del rifugio montano piemontese Meira Garneri, e Martina Caruso, la più giovane stellata italiana che ha deciso di rimanere sulla sua isola di Salina. Xavier Pellicer, chef del Céleri di Barcellona, racconterà come stravolge gli equilibri dei piatti mettendo carne e pesce al servizio delle verdure, mentre i fratelli Sergey e Ivan Berezutskiy del ristorante Twins di Mosca spiegano la cucina pre-sovietica.

8. Il presidente Mattarella
L’ospite istituzionale di questa edizione sarà il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che farà visita al Salone: «Per lui il fatto che cinquemila contadini da tutto il mondo vengano a raccontare la loro storia a Torino è un segno di pace, un gesto politico di apertura e condivisione«, ha spiegato Petrini.

9. Una manifestazione sostenibile
Materiali di allestimento riutilizzabili, raccolta differenziata, mezzi pubblici, navette. Il Salone 2016, come le edizioni precedenti, vuole essere un evento a basso impatto ambientale in grado anche di innescare pratiche virtuose. Per esempio la raccolta differenziata al Parco del Valentino, che al momento non esiste.

10. L’università di Pollenzo
Al Parco del Valentino sarà presente anche l’università di Scienze gastronomiche di Pollenzo, sia con laboratori e momenti didattici per i più piccoli, sia con conferenze e testimonianze degli ex alunni. Allo stand si terranno anche gli incontri con i Personal shopper, giovani gastronomi che aiuteranno il pubblico a orientarsi tra i prodotti del mercato Slow Food, e ci sarà il punto d’incontro per le passeggiate e le biciclettate guidate all’interno del Salone.

Corriere della Sera

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