Lvmh visto da dietro le quinte

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Bernard-ArnaultSono giornate particolari per il sovrano assoluto della moda e del lusso, quel Bernard Arnault che sabato prossimo, 21 maggio, si presenterà a Reims, cuore storico e produttivo della Champagne, per accompagnare personalmente i primi visitatori delle sue straordinarie cantine, Dom Perignon, Ruinart, Krug, Moët & Chandon, Veuve Cliquot, appuntamento imperdibile di questa seconda edizione delle «Journées Particulières», un’occasione per mostrare al grande pubblico una cinquantina di «siti produttivi» dove nascono i prodotti-icona del gruppo Lvmh, 35 miliardi di fatturato, 9 solo nel primo trimestre di quest’anno, margini strepitosi, 120 mila dipendenti in tutto il mondo, e un esercito di artigiani e creativi che sono i veri protagonisti, parole dello stesso Arnault che ieri era a Londra a inaugurare un immenso flagship store di Dior sulla Bond Street, del successo di un colosso mondiale che ha in portafoglio i marchi più prestigiosi del luxury. Cantine aperte nella Champagne, dunque, ma porte aperte anche nelle botteghe artigiane dove nasce tutta la pelletteria, borse e valigie con il celebre cartiglio LV, come l’atelier del pellettiere Moynat, al 348 di rue Saint-Honoré. Porte aperte ovviamente anche in Italia, a Roma, nel grande palazzo Fendi in via Tomacelli, a due passi da via Condotti, dove si potrà vedere una sorprendente collezione di pellicce d’epoca e scrutare come gli artigiani-pellicciai selezionati dalle sorelle romane, fondatrici della casa, lavorano le pelli e le pellicce per farne capi di moda incontournable, come si dice qui in Francia, immancabili nel guardaroba di una vera signora. E ancora porte aperte nei laboratori di Loro Piana (ultima conquista italiana di Bernard Arnault che ne ha affidato la guida al figlio primogenito, Antoine), a Roccapietra, in Piemonte, dove nascono i capi in cachemire più preziosi al mondo; e negli atelier degli artigiani pellettieri di Gaibanella, Ferrara, dove prendono forma le scarpe e le borse con il marchio Berluti. E, tornando in Francia, come sottrarsi al richiamo di una visita da Chaumet, gran marchio della gioielleria targata Lvmh, nel prestigioso palazzo al numero 12 di Place Vendôme, fatto costruire nel 1777 dal ministro del Tesoro di Luigi XVI, e dove soggiornò a lungo il musicista polacco Chopin, ospite della contessa Potoska? Qui si potranno ammirare i grandi classici delle collezioni Chaumet, con diademi e diamanti. Mentre nella regione della Loira, a Chartres, un centinaio di chilometri da Parigi, si potranno visitare gli impianti della Guerlain dove nascono creme e cosmetici. Infine, a Parigi, alla Fondazione Louis Vuitton, l’immenso edificio disegnato dall’architetto canadese Franck Gehry, il progettista del Guggenheim di Bilbao, le Journées Particulierès di Bernard Arnault, tre giorni dal 21 al 23 maggio, si concluderanno, al tramonto, con un picnic preparato dallo chef di Frank, il ristorante della Fondazione, con panini imbottiti di scaglie di parmigiano e altre delizie gastronomiche. Gratis come l’ingresso nelle cantine, nei laboratori, negli atelier del gruppo? Neanche per idea. I miliardari sanno fare bene i conti. L’anno scorso i visitatori della prima edizione delle Journées Particulières sono stati 120 mila. Quanto costerebbero 120 mila cestini picnic a 21 euro, bibite escluse? Pagare, prego. Il re del lusso non regala niente.

ItaliaOggi

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