Eni chiude in perdita il trimestre. Descalzi conferma la guidance 2016

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Eni: Nigeria; Bisignani, chiamavamo Descalzi 'bravo ragazzo'Eni ha chiuso i conti del 1° trimestre con una perdita di 790 milioni di euro, a causa del tracollo delle quotazioni petrolifere (-37%) e di una serie di poste straordinarie fra cui una plusvalenza di 11 milioni legata a Versalis e una svalutazione di 441 milioni legata all’operazione Saipem. Senza considerare le attività “discontinue” (Versalis e Saipem), la società del Cane a sei zampe avrebbe riportato un risultato netto positivo per 470 milioni di euro, comunque in calo del 69% rispetto allo stesso periodo dell’anno prima, per effetto dlele perdite sulle attività petrolifere (la divisione E&P ha perso 1 miliardo). Le attività Gas&Power e Rifining&Marketing hanno registrato invece risultati positivi. Il gruppo ha registrato un risultato netto adjusted in sostanziale pareggio (negativo per 77 milioni) rispetto all’utile netto adjusted delle continuing operations di 0,7 miliardi del primo trimestre 2015.  La produzione risulta in crescita del 3,4% a 1,75 milioni di barili giorno. Nel commentare i numeri, l’Ad Claudio Descalzi ha sottolineato che la società ha conseguito “importanti risultati” in termini di crescita organica, spending review ed efficienza, in un contesto caratterizzato da una “acuta debolezza” dei prezzi delle commodity.  L’indebitamento finanziario netto al 31 marzo 2016 era pari a 12,21 miliardi con una riduzione di 4,65 miliardi rispetto al 2015 per effetto del closing dell’operazione Saipem, che ha comportato il rimborso dei crediti finanziari pr 5,8 miliardi e l’incasso della cessione della partecipazione per circa mezzo miliardo, nonchè un esborso per la sottoscrizione proquota dell’aumento di capitale sociale della ex-controllata per 1,07 miliardi. Per il 2016, Eni conferma un livello produttivo in linea con l’anno scorso ed un taglio degli investimenti (capex) del 20%. “Stiamo lavorando per promuovere anche nel 2016 importanti volumi di nuove riserve certe, il cui valore unitario già alla fine del 2015 è al top tra le società nostre concorrenti”, ha detto Descalzi, precisando “in termini assoluti deteniamo il quarto portafoglio di riserve certe per valore tra le International Oil Majors, e sono convinto che anche in termini di riserve non ancora accertate il nostro portafoglio, tutto convenzionale ed alimentato da continui successi esplorativi, sia per valore tra i migliori”.

Il Messaggero

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