Giglio e Gambero Rosso insieme in Cina: una nuova via della seta per cibi e vini italiani

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Il network televisivo sigla l’accordo con l’azienda alfiere del made in Italy

alessandro-giglioUn calice di buon vino e un bel piatto di pasta cacio e pepe? Per la stragrande maggioranza dei cinesi è ancora qualcosa di esotico a cui però si stanno avvicinando con curiosità e tanta voglia di scoperta. A offrire loro un assaggio delle eccellenze della tavola italiana sarà la genovese Giglio Group, network televisivo multimediale globale, che ieri ha annunciato un accordo con l’alfiere del mangiar bene, Gambero Rosso. I due hanno siglato un’intesa per la trasmissione di contenuti del settore agroalimentare, enogastronomico e turistico italiano da diffondere sulle tv di stato cinesi e sulle principali piattaforme Internet e Mobile.

LA GIGLIO TV IN CINA DAL 2014
Giglio, guidata da Alessandro Giglio, è già presente dal 2014 nel Paese della Grande Muraglia. Ci è arrivato per primo (e finora è l’unico anche a livello internazionale) con la sua Giglio Tv. Ha studiato a lungo il mercato, ha cercato accordi locali e aperto una nuova “via della seta” che promette di offrire opportunità a tutto il Made in Italy. Oggi a seguire, ogni settimana, i suoi programma su moda, lusso, fashion, lifestyle, nautica e mare, sono oltre 100 milioni di cinesi.

CIBO E VINI
Al menù mancavano food e vine. Per arricchirlo serviva un partner di prestigio come Gambero Rosso. Ed ecco l’accordo di ieri. «In questo momento siamo l’unica grande vetrina di promozione del cibo e del vino italiano in Cina – racconta Alessandro Giglio -. C’è molto terreno da recuperare, soprattutto sul vino, che è ancora poco conosciuto tra i cinesi». I nostri vini sono appena il 6% di quelli che finiscono sulle tavole della Cina. Un livello inesistente rispetto ai numeri dei francesi che arrivano a occupare il 60% dei consumi del Paese. «La nostra sfida sarà raccontare i tanti territori dell’Italia – dice Alessandro Giglio -. Un grande viaggio televisivo che mostrerà le eccellenze di Regioni e realtà locali del Belpaese». A beneficiarne non sarà soltanto l’export. La spinta potrebbe arrivare fino al turismo, un altro settore ancora trascurato. Basti dire che nelle classifiche di incoming dalla Cina siamo appena quinti in Europa. Ci supera anche la Svizzera.

La Stampa

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