Il candidato trovato senza vita e senza occhi: un’indagine che ricorda Mafia Capitale

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“L’inganno dell’ippocastano” è l’esordio noir di Mariano Sabatini. Delitti, corruzione, e un giornalista investigativo che cerca la verità. Intervista

image007L’inganno dell’ippocastano non è un trattato di giardinaggio a la carte. Dentro c’è marciume. Molto. Come è marcia la città di Roma, infine travolta dai liquami accumulati in anni di Mafia Capitale. Quello scenario torna nel libro di Mariano Sabatini, giornalista e critico tv, edito da Salani. Il suo esordio nella narrativa noir. Mariano, un omicidio piuttosto atroce, quasi rituale, scoperchia un sistema di legami criminali e porta al centro della storia il suo personaggio. La vittima è un potente imprenditore candidato a sindaco di Roma. Ha scritto la storia mentre esplodevano i fatti di Mafia Capitale?”Maurizio De Giovanni, grande autore di letteratura gialla, ha definito la mia come una storia ‘di inquietante preveggenza’. L’inganno dell’ippocastano nasce nel 2013, quindi prima che la magistratura aprisse l’inchiesta su Mafia Capitale. Ma era già evidente, per chi vive a Roma, che in città ci sia un’aria mefitica, lercia, in cui la corruzione si respira a partire già da livelli bassi della società. Parlo di un atteggiamento maleducato nei confronti della Capitale. Potremmo fare la differenziata senza problemi, ma non vogliamo farlo, per citare un fatto indicativo di una mentalità diffusa. La poca voglia di pulizia, di chiarezza nei rapporti con gli altri, poi diventa connivenza con la criminalità”. Stiamo parlando di degrado della società civile.”Sì, e siamo tutti responsabili. Di come ci comportiamo male, del voto dato distrattamente, o per convenienza, o non dato per astensione. Il libro non è ispirato dalla realtà ma è pervaso da questa”. Regola del noir vuole che anche i personaggi siano consumati dalla vita, in fondo intossicati. E’ così anche nel suo caso? “Io credo nel valore liberatorio dei romanzi neri. La violenza, i delitti, sono immaginati. I cattivi fanno quasi sempre una brutta fine. Nel mio caso, il giornalista investigativo Leo Malinverno, affianca le indagini della polizia a partire dall’omicidio che apre il racconto. Però è un tizio ironico, scaltro, che non rinuncia alla leggerezza, e che sa muoversi molto bene in un contesto rischioso e corrotto. Serviva un contraltare, di oscurità ne abbiamo attorno già abbastanza”. Un morto eccellente, una serie di rapporti di collusione criminale che infesta Roma, la missione di scoprire la verità e trovare i colpevoli. Ingredienti per una serie tv, ambiente nel quale lei si muove da tempo. Ci sarà una fiction tratta dal libro? “Ancora non lo so, ma mi piacerebbe molto che ci fosse. Ho già il mio protagonista ideale: Luca Argentero. Un tipo fascinoso ma non supponente, che piace alle donne ma sa anche essere chiaro, alla mano, per come io stesso l’ho conosciuto. Ha parecchie caratteristiche fisiche e di carattere che lo renderebbero perfetto”.

Cristiano Sanna, Tiscali.it

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