Padoan: le modalità di calcolo dell’Europa danneggiano l’Italia

Share

Il ministro dell’Economia spiega che lo sforzo richiesto dall’Ue all’Italia è “deformato da considerazioni statistiche” e “queste regole, imponendo all’Italia aggiustamenti dolorosi, le recano maggior danno che ad altri Paesi, e questo non mi va bene” ma ”l’Italia rispetterà lo sforzo di aggiustamento che le è richiesto”.

padoanIl ministro dell’Economia in un’intervista a Le Figaro conferma che ”l’Italia rispetterà lo sforzo di aggiustamento che le richiesto”. Anche la Commissione europea, spiega Padoan, “ammette che questo metodo di calcolo potrebbe essere differente, ma non si cambiano le regole durante il gioco”. Secondo Padoan lo sforzo richiesto all’Ue all’Italia è “deformato da considerazioni statistiche” e “queste regole, imponendo all’Italia aggiustamenti dolorosi, le recano maggior danno che ad altri Paesi, e questo non mi va bene”. Rispondendo ad una domanda su come si difenderà l’Italia rispetto alla possibilità che Bruxelles apra contro il Paese una procedura di infrazione per deficit eccessivo, Padoan rassicura che l’Italia rispetterà lo sforzo di aggiustamento che le è richiesto. ”Si rimprovera a volte all’Italia – aggiunge – di chiedere troppa flessibilità, di mostrarsi insaziabile, dimenticando che questa domanda è del tutto legittima, perché si iscrive nelle regole europee”. Il nostro Paese, sottolinea ancora, “è quello che ha fatto gli sforzi di aggiustamento più intensi della sua politica di bilancio”.
“Serve ministro finanze unico per la zona euro” “Serve un ministro delle Finanze unico della zona euro che servirebbe a garantire la messa in atto di una politica di bilancio europea più equilibrata – spiega Padoan- Dovrebbe anche gestire eventuali azioni di sostegno che implichino risorse comuni, come la gestione dei flussi migratori o del rafforzamento della sicurezza europea. L’Europa deve dotarsi di risorse proprie. E’ difficile immaginare che si continuino a spendere tante energie per arrivare ad accordi come quello con la Turchia sui migranti”.
Le banche Padoan spiega che le banche italiane non sono “in alcun modo” a rischio, “escono da tre anni di profonda recessione, l’hanno sormontata rafforzando il loro capitale proprio e diminuendo progressivamente i loro crediti in sofferenza. Il governo ha incitato le banche cooperative a trasformarsi in Spa e a consolidare i propri asset con i loro mezzi”. E aggiunge: “Questa fusione (tra Banco popolare e Bpm, ndr.) mostra con evidenza che il sistema bancario italiano è molto forte”.

RaiNews

Share
Share