Rischio deflazione, Squinzi: accelerare su riforme per far ripartire i consumi

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Giorgio-SquinziLe misure contro il rischio di una deflazione appena adottate dalla Bce sono «positive», medical ma per scampare davvero il pericolo l’Italia deve fare di più, malady insistendo sulla strada delle riforme strutturali. A dirlo è il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, che ha risposto in questi termini alle domande dei giornalisti a margine di un incontro alla Mce global comfort technology 2016 presso la Fiera di Milano. «Purtroppo finché non ripartono i consumi interni – ha spiegato il leader degli industriali – il rischio deflazione continua ad esistere. Bisogna intervenire solo con le riforme, accettare il piano sulle riforme».
Far ripartire i consumi interni, prioritario semplificare il Paese
Per Squinzi, le riforme strutturali costituiscono anche il volano indispensabile per far ripartire i consumi interni, la cui crisi è confermata anche dagli ultimi dati diffusi oggi dall’Istat che registrano «purtroppo» un calo dei prezzi dello 0,2 per cento. «Finché non ripartono i consumi interni – ha chiarito Squinzi – e questi possono ripartire solo se si va avanti decisi con le riforme, bisogna accelerare il passo». Oltre alle riforme, Squinzi ha indicato tra le priorità italiane anche il rilancio della semplificazione burocratica e amministrativa. «Dobbiamo insistere con la politica perchè il Paese venga semplificato, in un paese del genere sapremo mostrare tutto il nostro valore. In questi anni ho partecipato a 258 assemblee, è stato il lato piu’ bello come presidente, ho conosciuto imprenditori, categorie e distretti straordinari che permettono al paese di stare a galla nonostante tutto».
Critiche a riforma Confindustria? «Non sono d’accordo»
«Non sono assolutamente d’accordo». Così il presidente di Confindustria, ha invece risposto a chi gli chiedeva se condividesse la critiche rivolte alla riforma Pesenti, che sta governando la scelta del prossimo presidente dell’associazione, lanciata nei giorni scorsi da Marco Bonometti, uno dei due candidati che hanno deciso di ritirarsi dalla corsa dopo le consultazioni con i saggi.

Il Sole 24 Ore

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