PUBBLICITA’ ALLA SBARRA – LE PAGELLE DEGLI SPOT DELLE AUTOMOBILI

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(Tiziano Rapanà) Riprende,  con una formula nuova, l’appuntamento con le pagelle degli spot pubblicitari. Nell’articolo odierno si riparla dei commercial delle automobili, che sono gli indiscussi dominatori dei palinsesti televisivi.

autoFord C-Max (2015)
Agenzia pubblicitaria: Blue Hive.
Voto 5. Lo spot racconta di una singolare caccia al Tesoro (o meglio al regalo) organizzata dai genitori per il loro figliolo. L’esito della caccia è abbastanza ovvio: il dono è situato nel bagagliaio della C-Max. Non è male la tenera situazione familiare e tuttavia non capisco il senso della storia. Manca la chiarezza e l’efficacia del messaggio promozionale e dunque la valutazione mediocre è più che dovuta. Anzi è addirittura un eccesso di generosità, poiché un’incomprensibilità del genere avrebbe meritato addirittura un lecito 4… ma non potevo non considerare la buona fattura tecnica del commercial.

Ford S-Max (2016).
Agenzia pubblicitaria: Blue Hive.
Voto 5 e ½. Il commercial della Ford S-max soffre dello stesso problema dello spot precedente il C-max, perché anche qui la situazione narrativa appare incomprensibile. Anche se, questa strana gara tra cagnolone e padrona mi convince e diverte di più del precedente balocco familiare. E pertanto aggiungo un mezzo punto d’incoraggiamento, nella speranza di un miglioramento nella composizione degli spot Ford.

Kia sportage (2015)
Agenzia pubblicitaria: Innocean Worldwide Europe.
Voto 6. Sufficienza piena per lo spot di presentazione della nuova vettura targata Kia che tuttavia ha un grosso difetto, ossia la banalità narrativa. Sia chiaro, non contesto questo girare intorno all’auto che sfreccia su un affascinante paesaggio urbano contornato di mongolfiere, epperò la cosa è già accaduta in mille spot similiari. Purtroppo non aiuta nemmeno il commento fuori campo, che si limita ad invitare il telespettatore a provare l’automobile. Sostanzialmente è tutto nella norma del già visto… e pertanto questa mia valutazione sufficiente è stata fin troppo magnanima.

Mini Countryman, ALL4 (2016)
Agenzia Pubblicitaria: Bsur Agency.
Voto 7. E’ uno spot che segnalo per il piacevole claim “sterrare è umano”. Purtroppo, però, oltre al claim non vi è nulla di considerevole. Ma l’intelligenza e l’ottima musicalità dello slogan, mi spingono a premiare con una buona votazione l’intero impianto complessivo.

Jeep Grand Cherokee (2016)
Agenzia pubblicitaria: Leo Burnett.
Voto 4. E’ un’ennesima mia generosità, perché lo spot avrebbe meritato almeno il 2 e ½ (il mezzo punto sarebbe stato d’obbligo per via dell’ottimo uso della tecnica del montaggio alternato), ma ho voluto premiare la difficoltà di mettere in scena un concetto – peraltro difficile, poiché parla dell’importanza di costruire una propria storia fondamentale all’interno della società – anziché una storia. Tuttavia tale nobile pensiero mal si sposa con la promozione della vettura.

Toyota RAV4 Hybrid (2016).
Agenzia pubblicitaria: Saatchi & Saatchi.
Voto 5. Non ho apprezzato l’incipit – a mio avviso insultante per lavoratori precari e disoccupati – che indica come attualità lavorativa, un giovanotto che giochicchia con lo skate e non ho assolutamente gradito la cover di “Changes” di David Bowie. Il resto lo condivido, sicchè effettivamente la società sta cambiando e con essa stanno mutando i significati dei termini che fondano la nostra polis.

Fiat 500X (2016)
Agenzia pubblicitaria: Testa & Partners.
Voto 7 e ½. E’ un’esilarante messinscena interpretata da Ben Stiller, alias Derek Zoolander, il quale è affascinato dagli autovelox. Nulla da criticare riguardo l’impianto audiovisivo promozionale, anche se mi permetto di segnalare l’inadeguatezza del commento musicale. Sia ben chiaro, sono un estimatore dei Frankie Goes to Hollywood e della loro “Relax” e tuttavia vedo più adatta allo scopo la mitica “Many Kisses” dei Krisma, che condivide meglio con Zoolander lo spirito bislacco modaiolo.

Škoda Octavia Wagon G-TEC (2016)
Agenzia pubblicitaria: Cayennne.
Voto 7. «Marcooo!» è il grido di una mamma disperata che scopre il disastro combinato in casa dal figlioletto, il quale pensa bene di rifugiarsi all’interno dell’automobile. E non a caso la sorniona voce fuoricampo commenta con un divertente dubbio semi-amletico: «Cosa rende Octavia così speciale? Sarà il senso di sicurezza?» Quién sabe, una cosa è comunque certa: la presenza di un’arguta ed interessante ironia che valuto positivamente.

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