Una tv nell’indice di borsa Dax

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La società ProSiebenSAT.1 entrerà a marzo nel listino delle prime 30 imprese tedesche. La rinascita dopo il piano di cessioni e ristrutturazione

televisionePoco prima di Pasqua, il 21 marzo ProSiebenSAT.1 entrerà nel Dax, help l’indice di borsa delle prime 30 imprese tedesche, ed è la prima volta in assoluto per una società di media. Prende il posto della K+S, società mineraria produttrice di potassio e sale, che in crisi viene retrocessa nella serie B della borsa. È il secondo cambiamento in sei mesi per il Dax, creato il primo luglio del 1988, dopo l’ingresso della società immobiliare Vinovia. Nei tre anni precedenti l’indice era rimasto invariato. Un bel successo per la TV che appena nel 2009 veniva data alla vigilia del fallimento. Come è stato possibile? Si chiede la Süddeutsche Zeitung. «È la conferma per il nostro lavoro negli ultimi anni», dichiara il capo dell’emittente, Thomas Ebeling. Nel 2015, il bilancio è aumentato del 13,4 per cento, a tre miliardi e 260 milioni di euro. Gli utili sono cresciuti del 9,2 raggiungendo i 925,5 milioni. La società, che ha sede a Unterföhring, a pochi chilometri da Monaco, ha 4.800 dipendenti e controlla oltre Sat.1 i canali ProSieben, Kabel Eins, Sixx, Sat.1 Gold e ProSieben Maxx. Una storia trentennale per l’emittente, Nel 1984 andò in onda solo nella zona di Ludwigshafen e via cavo il programma PKS. Un anno dopo nacque Sat.1 di proprietà di Leo Kirch, considerato il Berlusconi tedesco. Nel 1989, cominciarono i programmi della ProSieben che si installò nei capannoni di un fabbrica di succhi di frutti, alla periferia di Monaco. All’inizio, Leo Kirch affidò la Tv al figlio Thomas: il successo fu rapido e travolgente, grazie ai film già di proprietà di Kirch, e a nuove serie dapprima americane, poi prodotte in casa insieme con show popolari, e al calcio. Leo Kirch creò altre emittenti, Kabel1, e il canale di notizie N24. Il tycoon tedesco si fece trascinare dal successo investendo sempre di più, confidando forse nell’appoggio politico dell’amico Helmut Kohl. Ma in Germania la legge viene rispettata: la Landesbank della Baviera, la banca centrale del Land, che lo finanziava, non può prestare più della metà del suo capitale a un solo cliente, e bloccata la liquidità, nel 2002 fu decretata l’insolvenza del gruppo. ProSieben e Sat.1 non erano direttamente coinvolte ma entrarono a loro volta in difficoltà. Il curatore del fallimento avrebbe voluto vendere le emittenti ma non trovò acquirenti in Germania, e poi in Europa. Finché giunse da Los Angeles l’imprenditore Haim Saban, diventato miliardario con serie come Dallas, che nel 2003 acquistò le due TV per complessivi 800 milioni di euro, per rivenderle tre anni dopo alla KKB e Permira per una cifra quadruplicata. Ma per Sat.1 la crisi non era finita e nel 2008 crollarono anche gli introiti pubblicitari. Le azioni crollarono al di sotto di un euro. Thomas Ebeling ha compiuto una severa ristrutturazione, vendendo N24 e diverse partecipazioni all’estero. Ridusse i costi delle trasmissioni puntando soprattutto su un pubblico giovane, creando nuovi canali come SIXX, concentrato sul pubblico femminile, e Sat.1 Gold. Contemporaneamente si è puntato su Internet con società per il turismo e la vendita online. Le azioni a novembre raggiunsero i 50 euro, ora seguendo la flessione della borsa all’inizio dell’anno, sono scese intorno ai 42. Gli analisti consigliano l’acquisto, e Ebeling annuncia investimenti per circa mezzo miliardo di euro.

Roberto Giardina. Italia Oggi

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