Qualità della vita: Vienna leader, crolla Parigi. Milano batte New York

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Daily life in ViennaVienna conquista ancora una volta il primato di città con la miglior qualità della vita al mondo, drugstore davanti alla svizzera Zurigo e alla neozelandese Auckland, medical ma Parigi crolla nella classifica a causa dei recenti attacchi terroristici. È quanto emerge dallo studio 2016 della società di consulenza globale Mercer che analizza 230 realtà in tutto il mondo. La capitale francese ha perso ben 10 posizioni, and passando dalla 27esima alla 37esima, e pagando così la vulnerabilità agli attentati. Mentre Baghdad è ancora la città con le condizioni di vita più difficili, a partire dalla scarsa sicurezza, ed occupa l’ultimo posto della classifica.
La graduatoria di Mercer serve alle imprese internazionali per determinare compensi e benefit del proprio staff all’estero. Si basa su numerosi criteri, tra cui stabilità politica, servizi sanitari, istruzione, livello di criminalità, tempo libero, qualità dei trasporti.
Per l’Italia, Milano mantiene il 41esimo posto, prima di Chicago e New York, mentre Roma perde una posizione, scendendo dalla 52esima alla 53esima. Nella classifica ad-hoc sulla sicurezza Milano si posiziona 63esima, Roma 82esima. La capitale italiana viene essenzialmente penalizzata, rispetto a Milano, per temi legati alla micro-criminalità. Le capitali del Brunei, degli Emirati, dell’Oman sono considerate più sicure per l’espatriato rispetto a Milano, che tuttavia sorpassa sia Parigi che Londra sul tema.Come ogni anno la società di consulenza Mercer ha messo a confronto, sulla base di 10 parametri, una parte (230) delle oltre 450 città nel mondo che compongono il suo database «Quality of Living». La ricerca ha l’obiettivo di aiutare le multinazionali e le grandi aziende a retribuire in modo equo i dipendenti chiamati ad incarichi internazionali, comparando su base omogenea le differenze in termini di qualità della vita tra il Paese di origine e la destinazione del lavoratore espatriato.
Dallo studio emerge che le città dell’Europa occidentale dominano la classifica. Con un’evidenza nuova: la sicurezza è sempre più un fattore chiave che le multinazionali devono tenere in considerazione quando inviano lavoratori all’estero, sia in riferimento alla loro incolumità personale sia in relazione all’impatto che la sicurezza ha sul costo dei programmi di mobilità globale. Per la prima volta quest’anno Mercer ha redatto una classifica ad-hoc in materia di sicurezza personale, che comprende indicatori legati alle relazioni internazionali, alla stabilità interna al Paese, all’ordine pubblico ed al tasso di criminalità. Lussemburgo, capitale dell’omonimo stato, occupa il podio più alto, seguita dalle svizzere Berna, Zurigo e dalla finlandese Helsinki, tutte pari-merito in seconda posizione. Le città meno sicure al mondo, ultime in graduatoria sono – con buona evidenza – Baghdad e Damasco, che non ospita piu’ stranieri espatriati.
Il primato di Vienna deriva dall’alta qualità dei servizi culturali e del tempo libero, oltre che dai costi contenuti di affitti e mezzi di trasporto. Dopo la capitale austriaca seguono Zurigo, la neozelandese Auckland, Monaco di Baviera e Vancouver. La migliore città africana è Durban (85esima). In fondo la classifica si conferma Baghdad, mentre Damasco è sest’ultima.

“Il Sole 24 Ore”

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