Fiorentina-Inter 2-1: Babacar e Borja Valero firmano la rimonta, Sousa terzo

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Un gol rocambolesco nel recupero regala la rimonta ai viola, advice dopo il gol di Brozovic. Mancio subisce il gol della sconfitta in dieci per l’espulsione di Telles, poi rossi anche a Zarate e Kondogbia

Babacar FioretinaHarakiri nerazzurro. Sotto agli occhi di Erick Thohir, all’esordio in trasferta, l’Inter si suicida allo scadere con una mezza papera di Handanovic, che spiana la strada al 2-1 di Babacar, dopo le reti di Brozovic e Borja Valero. I viola riscavalcano la Roma in chiave Champions, ora per i nerazzurri lontana 4 punti. Espulsi Telles, Zarate e Kondogbia (appena dopo il fischio finale).
BREAK BROZO — Paulo Sousa punta sul 4-2-3-1 con il trio Bernardeschi, Ilicic, Tello alle spalle di Kalinic. Mancini risponde con un 4-3-3 in cui Palacio viene preferito a Perisic per completare il tridente offensivo con Icardi ed Eder. Si parte con la curva viola che per protesta contro alcuni daspo fa lo sciopero del tifo per i primi 15’. Ad alzare il volume comunque ci pensano i giocatori di casa, che approfittano di un inizio molle degli interisti per creare tre nitide palle gol con Bernardeschi, Ilicic (bene Handanovic) e poi è di nuovo lo sloveno a vedersi respingere sulla linea da Telles un sinistro a colpo sicuro. Due gialli in mezzo minuto (Telles per un fallo tattico e Medel, diffidato, salta la Samp, per proteste) confermano che l’Inter è contratta e nervosa. La squadra di Mancini mette fuori la testa soltanto al 17’ con Murillo che non impatta bene di testa da ottima posizione sul corner di Brozovic. Bernardeschi sulla sinistra rimane però un rebus irrisolto per i nerazzurri, che ruminano palloni banali e poi vanno in apnea sulle ripartenze viola. Al primo vero break passano però gli ospiti. Bravo Kondogbia – fino ad allora fuori dal match – a saltare il pressing di Vecino e Borja, pescare l’inserimento di Palacio, a sua volta geniale a mettere in mezzo per il taglio di Brozovic, che al 26’ fredda Tatarusanu. Il gol ribalta la trama del match, perché i padroni di casa perdono fiducia e soprattutto brillantezza sugli esterni. Ilicic gira a vuoto e Borja, costretto a stare basso, non può accendere la fase offensiva. L’Inter per contro si scuote, resta più corta, con Miranda chiude gli spifferi dietro, si appoggia a Kondogbia e sfrutta la classe e la saggezza di Palacio, duttile come un coltellino svizzero. Specialmente quando passa a sinistra, l’argentino dà una mano a Telles in copertura, allarga il gioco, tiene su la squadra, apre spazi. L’unico pericolo per Handanovic arriva allo scadere, con Vecino che gira di testa un cross di Borja e il portiere che però vola più ad uso dei fotografi che per effettiva necessità.
RIMONTONA VIOLA — La ripresa inizia senza cambi, nemmeno nel copione. Ma rispetto all’avvio di match è evidente che sulla trequarti viola mancano le bollicine. Tra inserire Tino Costa per avanzare il fosforo di Borja e variare solo gli esterni offensivi, Paulo Sousa opta per la seconda ipotesi. E la mossa paga perché, appena Zarate rileva Tello, al 15’ un cross di Ilicic spizzato da Murillo viene girato in porta proprio da Valero. Immacolata sino al derby del 31 gennaio, l’Inter prende il quinto gol di testa nelle ultime quattro gare. E rischia il colpo del k.o. subito dopo per un mani in area di Telles. A conferma che le due squadre non vivono un momento sereno, ora è l’Inter che si pianta, mentre monta l’onda viola. Mancini corre ai ripari con Perisic per uno spento Eder, ma così deve tenere in campo un Palacio in riserva. Sale il nervosismo – ammoniti Kalinic e lo stesso Palacio -, e non decolla il gioco. Al 37’ Telles stende Bernardeschi e prende il secondo giallo. Mancini quindi deve inserire D’Ambrosio (e non Ljajic, che era pronto) per Palacio. Per contro Sousa, che stava inserendo solo Tino Costa per Vecino, si gioca anche la carta Babacar per Ilicic. Sembra tardi, invece nel recupero Handanovic si impappina su Zarate e proprio Babacar manda in estasi il Franchi.

Luca Taidelli “Gazzetta dello Sport”

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