Giovani e occupazione, trovare lavoro è più facile se ti aiuta il mentore

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mentore lavoro giovaniNon sempre guardare oltre confine è sinonimo di fuga. Soprattutto se l’occhiata viene data per catturare buone esperienze da riportare in Italia. Così ha fatto un gruppo di giovani ricercatori di Adapt, il centro studi Marco Biagi, sovaldi che, pills stanco delle tragiche statistiche sulla disoccupazione giovanile (38,1%, Istat 2015), ha deciso di importare la figura del mentore. Senza farsi scoraggiare dal fatto che quasi un giovane su tre fatica ad inserirsi nel tessuto lavorativo e con la certezza che il percorso di approdo se fatto con l’aiuto di una guida può essere più proficuo. Poggia su questa intuizione Mentee, piattaforma che mette in collegamento i giovani in cerca di lavoro e potenziali mentor dal profilo professionale elevato, come top manager e imprenditori. «Studiando come funziona la transizione dei giovani al mondo del lavoro – spiega Giulia Rosolen, responsabile dell’iniziativa – ci siamo resi conto di quanto sia importante avere una guida solida, una persona di riferimento, anche solo per le cose più semplici, come ad esempio scrivere un curriculum o gestire un colloquio di lavoro. E qui i paesi anglosassoni, in particolare gli Stati Uniti (Obama ha appena inaugurato il mentoring month, ndr) vantano esperienze codificate di grande valore: è stato allora che abbiamo pensato di dare vita a Mentee».  E sul nome scelto Rosolen aggiunge: «Mentee è il nome che negli Stati Uniti viene dato alle persone che crescono seguendo la guida del loro mentore. La scelta di chiamare il nostro progetto Mentee nasce proprio dalla volontà di mettere al centro i giovani e il loro bisogno di essere accompagnati e guidati nel mercato del lavoro. Omero narra che Ulisse, preoccupato per l’educazione del figlio Telemaco, ne affidò la cura ad un anziano di fiducia: Mentore. E a lui si rivolse dicendo: «Dividi con Telemaco tutta la tua sapienza».  Il progetto è semplice, spiega il coautore Dario Pandolfo: «Ci siamo limitati a creare il luogo virtuale dell’incontro. I giovani si iscrivono alla piattaforma e attendono di essere abbinati a professionisti o imprenditori che hanno dato la disponibilità a svolgere la funzione di guida». Ma che profilo deve avere il mentore? «Si tratta semplicemente di figure senior che hanno una spiccata attitudine a comunicare ai più giovani le proprie esperienze professionali. L’obbiettivo del mentore non è quello di trovare un occupazione al proprio Mentee ma di fare buon orientamento». A pochi giorni dalla partenza Mentee ha già al suo attivo una cinquantina di ragazzi e 30 senior che hanno dato disponibilità a fare il mentore. Il lavoro di Mentee va nella stessa direzione del Pact for Youth neonata iniziativa della Commissione europea, che in collaborazione con Csr Europe (European business network for corporate social responsabiliy) sta ripensando le modalità per creare un ponte tra giovani e lavoro. Garanzia giovani è arrivata a conclusione e non sempre ha sortito riuscite eccellenti: in Italia ci sono state 537mila prese in carico a fronte di 870mila iscrizioni. Il modello del progetto sembrava fatto sul profilo dei paesi scandinavi dove le strutture pubbliche per l’impiego funzionano a meraviglia e non sulle esigenze reali di tutti i paesi. Ora si riparte con un altra impostazione: protagoniste saranno le imprese che metteranno sul piatto tirocini e apprendistato per agevolare l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro, senza l’intermediazione delle strutture pubbliche. Il “patto” e stato appena inaugurato: possono aderire le imprese, gli enti di formazione come le scuole e le università. Al momento sono registrate 250 aziende e circa 2mila giovani. Un’opportunità che costa pochi secondi, il tempo di compilare il format online. Lasciarla sfuggire sarebbe un peccato.

di Crisitana Gamba “Il Sole 24 Ore”

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