Udinese-Juve 0-4: doppio Dybala, Khedira, Alex Sandro

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Grande prova di forza dei bianconeri, shop trascinati dall’argentino: gara chiusa già nel primo tempo, padroni di casa in dieci per il rosso a Danilo dopo 25 minuti. Il Napoli è a due punti

juventus udineseLa Juve fa 10, Dybala addirittura 11. È solo lei l’anti Napoli e si immagina davvero un bel duello fino alla fine con spettacolo già annunciato allo Stadium il 13 febbraio per la sfida alla inarrestabile banda di Maurizio Sarri. La squadra di Allegri si abbatte come un uragano sull’Udinese nel giorno della sua festa, del vernissage con la Dacia Arena, tutta agibile con 25 mila splendidi tifosi e il presidente federale Carlo Tavecchio che ufficializza l’amichevole azzurra con la Spagna per il 24 marzo. Il nuovo stadio, un diamante, è un colpo d’occhio stupendo. I seggiolini colorati stavolta non si vedono perché sono tutti occupati. Prima del via il proprietario Gianpaolo Pozzo dice, ma soprattutto sogna: “Il futuro friulano è stabilizzarsi tra le prime sei, sette squadre della Serie A”. Ma se la squadra è quella che si presenta davanti alla Juve ci sarà da attendere parecchio e da mettere mano al portafogli. La festa friulana dura appena 15 minuti e il disastro Udinese si completa in 26 quando il gruppo di Colantuono è già sotto di tre reti, stordito da un Dybala sempre più stellare e dagli errori dei suoi interpreti.
CHE JUVE — L’avvio produce un’ammonizione per parte, quella di Chiellini e, soprattutto, quella di Badu che quasi scavalcato dal connazionale Asamoah (preferito a Pogba, tenuto fuori per scelta tecnica) è costretto al fallo da punizione. Che è materia per Paulo Dybala che (minuto 15) colpisce, complice l’inconsistenza di Karnezis che non si muove. Il problema è che tre minuti dopo sta ferma anche la difesa friulana che lascia Khedira indisturbato a colpire a porta vuoto su assist di Dybala. Il disastro si completa poco dopo (26′) quando Danilo stende Mandzukic, lanciato verso un facile gol. Rosso al brasiliano è rigore che Dybala trasforma. Udinese in dieci e partita finita. Di fatto sono gli episodi a condannarla, ma il tasso tecnico è troppo differente Lodi in mezzo fa una fatica enorme contro il muro rosa) e anche la grinta messa in campo. La Juve non molla mai, l’Udinese ha il solo Thereau che si sbatte (sull’1-0 dà un pallone a Edenilson che calcia malissimo), Badu che corre e Felipe che tappa qualche falla. Non basta perché dalla parte opposta alla sua Alex Sandro (42′) confeziona una splendida parabola che fa 4-0. E Karnezis, ripresosi dopo le incertezze, evita il quinto gol su Khedira.
E ORA LA COPPA — Si riparte con l’Udinese stordita e la Juve abbracciata dai tantissimi friulani che non si sono voluti perdere questa giornata indimenticabile. Indimenticabile anche per il patron Pozzo che non meritava un’umiliazione del genere. Colantuono comincia il valzer delle sostituzioni mandando in campo Heurtaux per Wague, Allegri gli risponde con Caceres per Chiellini, ancora il Cola con Zapata per Di Natale, e di nuovo Allegri con Morata per l’applauditissimo Dybala. È proprio Morata che si vede negare la soddisfazione cercatissima da Karnezis al 23′. Esce pure Thereau, sostituito da Bruno Fernandes. Ma è Lodi col suo colpo preferito, la punizione, a sfiorare il gol, trovando Buffon attentissimo a chiudere in angolo. Ultimo sussulto di una ripresa in cui Rocchi, nonostante, i sei cambi, non concede neppure il recupero. Colantuono comincia a dosare le forze per Palermo dove l’Udinese non potrà permettersi un’altra figuraccia (se Pozzo non tuona prima) dopo questa è quella col Carpi della settimana precedente. La Juve, invece, fissa già il prossimo obiettivo: la semifinale di Coppa Italia. Per arrivare a grandi passi verso il titolo che detiene deve far fuori la Lazio all’Olimpico.

“Gazzetta dello Sport”

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