A Mediamond la raccolta Finelco

Share

Ora il Biscione controlla il 52% degli ascolti nel giorno medio

finelcoSolo ieri Mediaset ha ufficialmente annunciato che dal 1° gennaio 2016 la concessionaria Mediamond (50% Mediaset, clinic 50% Mondadori) si occupa della raccolta pubblicitaria del gruppo radiofonico Finelco, generic ovvero delle emittenti 105, Virgin radio e Rmc. La notizia, anticipata da ItaliaOggi del 24 dicembre, ha ovviamente degli effetti sul personale di NoveNove, la concessionaria interna di Finelco che, a questo punto, diventa inutile. Il 23 dicembre scorso sono stati congedati i circa 20 agenti che lavoravano per la società. Hanno poi perso il lavoro i vertici di NoveNove, ovvero il direttore commerciale Marco Mordonini, che occupava quella poltrona dal 2005 (prima era stato nove anni in Cairo communication), e il chief marketing officer Carlo Momigliano. Ci sono poi stati altri due licenziamenti a fine anno, e, al momento, la struttura di NoveNove conta su 14 dipendenti il cui futuro, ovviamente, è molto incerto.
Con l’operazione di Mediaset perde il posto Momigliano, uno dei manager di punta della primissima Publitalia, dove ha lavorato dal 1986 al 1998, e transitato poi in Fininvest (1999-2002) e in Mondadori fino al 2007, per poi avviare la sfortunata esperienza di Publiepolis nella free press (2008-2010) e guidare il centro media Mindshare tra il 2010 e il 2014. Era in NoveNove dal febbraio del 2014. Conquistata la raccolta pubblicitaria, ora il gruppo Mediaset attende le disposizioni dell’Antitrust (dovrebbero arrivare entro il primo trimestre 2016) prima di muovere ulteriori passi su Finelco, di cui adesso detiene solo il 19% ma su cui ha opzioni per salire alla maggioranza. In questo modo, quindi, le mani del Biscione andrebbero non solo sulla cassa, ma pure sulla gestione dei contenuti editoriali delle emittenti. Alla fine dei vari passaggi, così come anche richiesto in fase di trattativa dall’attuale azionista di maggioranza di Finelco, Alberto Hazan, il gruppo Mediaset dovrebbe guidare editorialmente sia 105, sia Virgin Radio, mentre Rmc-Radio Montecarlo rimarrebbe una creatura nelle mani del suo fondatore Hazan, che il prossimo 19 maggio compirà 74 anni. Con questa accelerata iniziata la scorsa estate Mediaset al momento è editore di R101, è azionista di minoranza di Finelco, cura la raccolta pubblicitaria di R101, delle emittenti di Finelco, di Radio Italia, e poi di Kiss Kiss, Subasio e Radio Norba. Controlla, direttamente o come concessionaria, il 52% degli ascolti nel giorno medio, o il 32% se si considera il quarto d’ora medio, parametro usato nelle pianificazioni pubblicitarie. Nel quarto d’ora medio la classifica vede Manzoni (radio del Gruppo Espresso e Radio 24) con una quota del 17%, così come la Rai, e poi Rtl 102,5 al 16%, 105 al 14%, Rds al 10%, Radio Italia al 9%, Virgin radio al 5%, R101 al 3% e Rmc al 2%.
Quanto, invece, al fatturato pubblicitario (nel 2015 il mezzo radio in Italia ha chiuso con una raccolta complessiva di 385 milioni di euro, in crescita del 10% sul 2014), il Biscione controlla ora una fetta attorno al 30%. Obiettivi? Beh, come spiegato dai vertici di Mediaset in tante riunioni interne, la radio piace perché cresce a ritmi sostenuti e perché è un mezzo fortemente complementare alla televisione: in radio il prime time è al mattino, e il mezzo si ascolta prevalentemente in mobilità. In tv, invece, il prime time è alla sera e i contenuti si usufruiscono soprattutto in casa. Si parte già con una leadership del gruppo di Cologno Monzese, in un comparto dove sostanzialmente ci sono altri quattro poli piuttosto forti (Espresso, Rai, Rtl 102,5 ed Rds) e in cui il Biscione, con l’a.d. di Monradio Paolo Salvaderi e il suo braccio destro Cesare Sordi, porterà presto un po’ di efficienze sul fronte costi, grazie a una unica struttura centrale di gestione del mezzo.

Claudio Plazzotta, Italia Oggi

Share
Share