Huawei Mate 8, nuovo attacco cinese all’Olimpo degli smartphone

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Huawei Mate 8Las Vegas come ulteriore trampolino di crescita. Dopo aver conquistato il terzo gradino del podio nel mercato dei telefonini intelligenti (con una quota prossima al 10%) e aver “sparato” il botto più importante in campo mobile all’ultima edizione dell’Ifa di Berlino, pharmacy Huawei ha approfittato della kermesse dell’elettronica di consumo per presentare il Mate 8. E il nuovo smartphone di punta del produttore cinese, buy che prende il posto del Mate S, buy va a sfidare (il riferimento è inevitabile) gli ultimi nati di casa Apple e di casa Samsung.
Prestazioni, potenza e durata della batteria sono i punti di forza di un apparecchio che al Ces 2016 ha conosciuto il suo battesimo internazionale dopo l’annuncio avvenuto in patria. Parliamo di un prodotto destinato all’utenza di fascia alta, alla clientela business e agli amanti della tecnologia allo stato dell’arte in formato smartphone. Il display ha una diagonale da 6 pollici a risoluzione Full Hd con la peculiarità di essere praticamente privo di cornice, virtù che fa del Mate un dispositivo di classe “phablet” senza rinunciare all’ergonomia e alla compattezza. Tanto che le sue dimensioni risultano inferiori a quelle di un iPhone 6S Plus con schermo da 5.5 pollici. Il tutto corredato da un vetro curvato e da una scocca in alluminio, particolari divenuti “indispensabili” per un prodotto di fascia alta. Rispetto all’ammiraglia della Mela, e al top di gamma di Samsung, la new entry di Huawei mette in campo una qualità che probabilmente a molti non passerà inosservata, quella dell’autonomia della batteria da 4000 mAh, confermata in oltre due giorni di utilizzo standard e in un giorno e mezzo ad attività intensa. Il nuovo sistema di ricarica, inoltre, mette l’apparecchio in condizione di lavorare per un giorno intero lasciandolo attaccato alla presa elettrica solo 30 minuti.
Si diceva della potenza di questo smartphone. A guidare le operazioni del telefono c’è un processore proprietario Kirin 950 a 8 cervelli (quattro core da 2.3 GHz e altrettanti da 1.8 Ghz) realizzato con tecnologia di processo a 16 nanometri e coadiuvato da una Gpu Mali T880 e un chip Arm Cortex A72. Grandissima capacità di elaborazione, quindi, che però non impatta più di tanto sui consumi di energia grazie a un avanzato sistema termico a sei strati pensato per agevolare una maggiore dissipazione del calore. E non è una prerogativa da poco. A livello funzionale, il Mate 8 si presenta con l’ultima versione del sistema operativo Android, la 6.0 Marshmallow, completata dall’interfaccia proprietaria Emui release 4.0. Per chi vuole personalizzarne la modalità d’uso è disponibile un servizio di deframmentazione automatica per ottimizzare le prestazioni del sistema e di una modalità “split-screen” per rendere più facile la navigazione tra le applicazioni. Da notare anche l’attenzione riservata alla componente sicurezza. Il Mate 8 introduce un lettore di impronta digitale circolare che migliora l’identificazione effettiva del 10% e presenta, soprattutto, aggiuntivi livelli di protezione andando a bloccare anche tastiera e Sd card (i documenti salvati nella scheda sono accessibili solo tramite password) e criptando in tempo reale il contenuto della memoria interna. Detto del grande lavoro compiuto dagli ingegneri di Huawei sulla fotocamera digitale da 16.0 megapixel (la società ha investito 98 milioni di dollari negli ultimi tre anni per sviluppare il suo primo sensore proprietario per una messa a fuoco più rapida e una maggiore accuratezza delle sfumature di colore) e della camera frontale da 8 megapixel dotata di un nuovo algoritmo per i selfie, veniamo ai costi. Il prezzo di listino fissato per il mercato italiano, dove sarà disponibile a partire da febbraio, è di 599 euro per la versione con 32 Gbyte di memoria interna (e 3 Gbyte di RAm) e di 699 euro per quella con uno spazio di archiviazione di 64 Gbyte (e 4 Gbyte di Ram). Prezzi che rendono, almeno sulla carta, ulteriormente attraente il Mate 8 agli occhi di un’utenza finora abituata a scegliere fra iPhone e Galaxy S. Apple e Samsung, questo il messaggio che arriva da Las Vegas, hanno da oggi un temibile avversario in più da cui difendersi.

di Gianni Rusconi “Il Sole 24 Ore”

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