Sport, ora Lvmh si mette in sella

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La nicchia nuovo lusso grazie a concept bar e viaggi a tema

simon-mottram-cr_Lvmh allarga il suo perimetro allo sport, un segmento sul quale la conglomerata concorrente Kering corre da anni con i colori di Puma. Secondo rumors di mercato, dopo aver messo gli occhi sulla Pinarello di Treviso, conosciuta nel mondo per le sue biciclette alto di gamma che collezionano successi a livello internazionale (Tour de France incluso) con i colori del team Sky, da ieri si parla di un’altra azienda che sarebbe in trattative con il polo del lusso di Bernard Arnault.
Si tratta di Rapha, realtà inglese specializzata in abbigliamento di qualità per lo sport a due ruote, anch’essa legata per tutto il 2016 al team Sky e conosciuta soprattutto nel mondo digital per aver sposato un modello singolare di business basato al 70% sull’e-commerce.
Le trattative (anche per Pinarello) confermate dal mondo sportivo non sono però state commentate da Lvmh, né dalla società inglese le cui caratteristiche oltre all’abbigliamento sportivo di qualità sono soprattutto i format distributivi.
A far gola sarebbero la nicchia di lusso e i suoi acquirenti: come per Pinarello, che produce 40 mila pezzi l’anno per un fatturato di 51,5 milioni di euro, anche Rapha è un brand di piccole dimensioni. Secondo l’ultimo rapporto finanziario la società inglese ha un giro d’affari di 48,8 milioni di sterline (57,1 milioni di euro) e profitti ante imposte di 1,1 milioni di sterline (1,2 milioni in euro).
Nata nel 2004 per mano di un ciclista inglese, Simon Mottram, Rapha è focalizzata su monomarca strategici, presenti oggi da San Francisco a Seoul, inclusi pop up temporanei (l’ultimo ha aperto per un mese, tra settembre e ottobre, a Milano in corso Garibaldi), e ha inaugurato anche una serie di bar esperienziali dedicati al mondo del ciclismo (sul modello dei Bianchi Cafè and cicle), dove i fan dello sport possono ritrovarsi per un cappuccino, per comprare biciclette o abbigliamento o decidere un viaggio, visto che online Rapha ha tutta una sezione dedicata al travelling a tema due ruote.
A dirigere le operazioni del brand in Europa è al momento François Convercey, direttore vendite e marketing con un passato alla P&G.
Secondo gli ultimi dati rilasciati in occasione dell’apertura dello store milanese, dai Cycle Club transitano 6 mila soci che grazie a una quota annuale di 140 euro accedono a gare, tour a tema, viaggi, oltre al noleggio di biciclette a tariffe preferenziali.
Il modello dei bar per ciclisti sta crescendo in Italia, complice il brand Bianchi cafè and cicle legato al marchio Bianchi. «Oggi la bicicletta attrae una clientela eterogenea, dal manager che spende a chi fa sacrifici pur di assicurarsi un modello di lusso», spiega Claudio Masnata, direttore marketing del brand di proprietà di Salvatore Grimaldi. «Soprattutto cresce l’esigenza di un’esperienza completa.
Anche noi abbiamo inaugurato la sezione travel e apriamo nuove insegne». Dopo la vetrina di Milano, Bianchi ha uno store ad Arese (presso Il Centro) e ha inaugurato a Lecco un polo digitale dedicato alle bici.

di Francesca Sottilaro, Italia Oggi