Mediobanca punta a 1 miliardo di utili e diventa banca a tutto tondo

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Nel piano industriale 2016-2019 prevista una spinta ancora maggiore sul risparmio gestito, con CheBanca ed Esperia, di cui rileverà da Mediolanum il residuo 50%. Previste cessioni per 1,3 miliardi, tra cui il 3% di Generali, e acquisizioni per 1 miliardo

MEDIOBANCA: NAGEL, DOMANDARE AI SOCI SU FUTURO SENZA PATTOMediobanca punta a 1 miliardo di utili operativi al 2019 grazie anche una spinta nel settore del risparmio gestito, con l’acquisto – fra le altre cose – del 50% di Banca Esperia che ancora non possiede, nonché nel settore della banca commerciale che si affianca alla tradizionale attività di banca d’affari. È questo l’obiettivo del piano industriale 2016-2019 pubblicato giovedì 17 prima dell’apertura dei mercati. Il nuovo piano rappresenta la «definitiva trasformazione in gruppo bancario altamente diversificato», afferma Mediobanca.
In una nota del gruppo guidato da Alberto Nagel indica che l’utile operativo avrà una crescita annua composta del 10%, dagli attuali 700 milioni. Al termine del triennio il coefficiente patrimoniale cet1 è visto al 14% (da 12%). Sono attese cessioni azionarie per 1,3 miliardi, con la conferma di voler scendere dal 13 al 10% di Generali. A fine piano l’istituto prevede di avere circa 1 miliardo per acquisizioni.
Per rafforzare il risparmio gestito viene creata dentro la banca una divisione ad hoc, che aggruppa le attività del gruppo nel settore, con CheBanca!, Banca Esperia, Spafid e Compagnie Monegasque de Banque. E viene comprato da Mediolanum (che è stata assistita dall’advisor Rothschild) il 50% di Banca Esperia per 141 milioni di euro. Le divisioni dell’istituto saranno così Corporate e investment banking (Cib), Consumer banking, Wealth management, Principal investing e Holding functions.
L’attenzione è nella maggiore diversificazione per fonte dei ricavi, per accrescerli ulteriormente. Le commissioni nel piano dell’istituto al 2019 risulteranno più ampie e stabili provenendo per il 40% dal Wealth Management (già oggi al 21%) e per il 44% dal Cib (oggi 49%). Il Consumer banking manterrà la sua funzione di «motore della crescita» del margine di interesse di gruppo, spiega la nota della società. Piazzetta Cuccia prevede così una accresciuta capacità di generare capitale, con le risorse addizionali create a fine piano sino a 1 miliardo di euro per finanziare la crescita esterna e remunerare gli azionisti.
Il contributo al risultato operativo della divisione Principal Investing si dimezzerà al 20% (attuale 37%), il Consumer banking (33%) ed il Cib (32%) contribuiranno in egual misura, confermando l’efficace diversificazione corporate-retail. Il contributo del Wealth Management raddoppierà al 15% (dal 7%). A parte la quota in Generali le dismissioni previste per 1,3 miliardi riguardano ulteriori cessioni di titoli disponibili per la vendita per 0,6 miliardi.

Corriere della Sera