Gran Bretagna, la Bbc renderà noti i compensi di chi guadagna più di 150mila sterline

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Theresa May ha esteso un’inizitativa decisa da Cameron: interessati gli stipendi di 109 dipendenti di radio e tv tra cui giornalisti e commentatori politici. La premier, forte dei sondaggi favorevoli, potrebbe pensare a elezioni anticipate per dare legittimità alle sue scelte

theresa-mayTutti gli stipendi dei presentatori e dei giornalisti della Bbc saranno resi noti al pubblico. Lo ha deciso Theresa May, estendendo un’iniziativa in questo senso presa da David Cameron a tutti coloro che guadagnano da 150mila sterline (circa 180mila euro) in su. Il suo predecessore si era limitato a varare il provvedimento di trasparenza salariale ai super stipendi, al di sopra delle 450mila sterline: in pratica soltanto i conduttori di talk-show, ex-calciatori, grosse personalità televisive, usufruivano di un simile compenso.
Ma la May ha voluto fare di più e ora la trasparenza sarà imposta a 109 dipendenti di radio e tivù che, secondo le indiscrezioni pubblicate stamane dai giornali di Londra, percepiscono appunto un salario di 150mila sterline o più. Una misura che farà rivelare all’opinione pubblica quanto entra nelle tasche di decine di giornalisti, come ad esempio Nick Robinson, il numero uno dei commentatori politici. E che potrebbe alimentare proteste, considerato che il reddito medio nazionale è 27mila sterline l’anno e che la Bbc, non ricevendo pubblicità, è interamente finanziata con il canone, cioè con i soldi dei contribuenti.
La trasparenza era già imposta da qualche anno ai dirigenti dell’ente radiotelevisivo e ai capi delle varie reti e servizi, i cui salari devono essere per legge resi noti a tutti – sono facilmente consultabili online.
Quello sui salari non è l’unico intervento della May sulla Bbc: nei giorni scorsi la nuova premier ha anche praticamente costretto a dimettersi la presidente della “zietta”, come gli inglesi chiamano affettuosamente la loro radiotelevisione pubblica. Rona Fairhead era stata confermata nell’incarico quattro mesi fa da Cameron. Theresa May tuttavia ha fatto sapere che la presidente della Bbc avrebbe dovuto ricandidarsi al posto, lasciando capire che difficilmente sarebbe stata prescelta al termine del processo di riesame, per cui lei ha preferito anticipare i tempi e andarsene di sua volontà. Era criticata, anche lei, per il budget eccessivo del network. Un altro caso – oltre a quello delle “grammar school”, le scuole statali selettive anziché aperte a tutti – in cui la nuova premier ha preso le distanze da Cameron. Commentando il licenziamento de facto della Fairhead, il Financial Times parla di una “de-Cameronizzazione”: in pratica una purga, per segnalare che c’è una nuova donna con una nuova politica al comando della Gran Bretagna. Ma avendo ottenuto il potere solo grazie al voto dei deputati e alle dimissioni dei suoi rivali nelle primarie di questa estate, organizzate dopo l’uscita di scena di Cameron, sconfitto nel referendum su Brexit, qualcuno si chiede chi abbia dato un mandato alla May per cambiare così tanto, così in fretta. Non è escluso perciò che, avendo inoltre i sondaggi largamente a suo favore, l’anno prossimo convochi elezioni anticipate, per dare più legittimità alle sue scelte. Purga dei “Cameroniani” inclusa.

Repubblica