Con May a Downing Street ora ritorna il “first husband”

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Lo chiama «la roccia». Perché è l’uomo che l’ha sorretta finora, fino al trionfale ingresso di oggi al 10 di Downing Street. Con la nomina formale di Theresa May nuovo primo ministro di Gran Bretagna da parte di Sua maestà Elisabetta II, a Londra non arriva solo la prima leader dai tempi di Margaret Thatcher. Fa il suo grande ingresso nel tempio del potere politico anche lui, «her rock», alias Philip John May, per tutti ormai «il first husband» o «first gentleman».

Discreto, per nulla interessato alle luci della ribalta, il marito che al momento della vittoria Theresa May ha voluto al suo fianco per festeggiare davanti al mondo, più che rispondere al modello di Denis Thatcher evoca quello di «Mister Merkel». Con il primo ha in comune la passione per gli affari, l’amore «di ferro» per la moglie ma non quello per la bottiglia e la voglia di abbandonarsi a qualche lacrima quando serve. Con il secondo c’è forse qualcosa di più. «Nella coppia Thatcher – ha spiegato un vecchio amico della nuova Iron Lady – c’era sempre un po’ l’impressione che fosse lei il boss. Nei May non vedo questa cosa. La loro è una relazione molto armoniosa». Di fatto tutti e tre – a differenza dello straripante futuro «first gentleman» Bill Clinton – si sono dimostrati perfette spalle, brillanti e ironici in privato ma capaci di stare nell’angolo della vita pubblica senza sentirsi sminuiti dal peso ingombrante di una donna di potere. «Invisibili come una molecola» per usare l’espressione che i tedeschi attribuirono a Joachim Sauer, lo sposo della cancelliera, professore universitario di Chimica teoretica a Berlino. E capaci di star zitti, come professava Mister Thatcher: «Meglio tenere la bocca chiusa ed essere considerato uno scemo invece che aprirla e togliere ogni dubbio».

Quarant’anni insieme, 36 di matrimonio, Philip May «è un uomo molto calmo, di grande sostegno» e ha aiutato Theresa nei momenti più drammatici. Non solo le vicende private tornate alla ribalta in questi giorni, cioè la scoperta della coppia, diversi anni fa, di non potere avere figli. Ma anche le tragedie familiari meno note. Philip, che della May è quasi coetaneo (lei 59, lui 62), era già al fianco di Theresa quando lei rimase orfana di padre e madre appena un anno dopo il loro matrimonio celebrato nel 1980. Il vicario Hubert, 64 anni, si schiantò in un incidente d’auto con una Range Rover nell’Oxfordshire e la madre, affetta da sclerosi multipla, morì pochi mesi dopo. Uniti nel dolore, complici nelle ambizioni. Conosciuto ai tempi dell’Università di Oxford – lei studiava Geografia, lui Storia – i due furono presentati da Benazir Bhutto, la donna che per due volte rivestirà il ruolo di premier del Pakistan. Fu durante una serata in discoteca alla Conservative Association Dance, segno che la politica, oltre al cricket grande passione di lui, era un interesse comune. Già allora – ha raccontato l’amico di college Pat Frankland – Miss Theresa Brasier sognava di diventare capo del governo e addirittura si infuriò quando fu la Thatcher a strappare il titolo nel 1979.

«Io non sono una casalinga e lui non è un casalingo», dice la cancelliera Merkel del professor Sauer. E lo stesso può dirsi di Philip May, banchiere di successo con un passato in Capital Group e Deutsche Bank. Marito e moglie hanno incrociato e invertito le loro strade professionali conservando grande complicità e un amore che tutti definiscono solido e sincero. Lei cominciò a lavorare nella City, per la Bank of England, mentre lui all’università si dilettava ancora a far politica come presidente della Wimbledon Conservative Association. Fino a che Theresa non riuscì a entrare in Parlamento.

Di lei si dice che abbia sempre i guantoni addosso, pronta a ogni sfida, pur essendo una politica leale, pragmatica, severa con se stessa ancora più che con gli altri. Ora cominciano le sfide veramente dure, ma l’obiettivo è raggiunto. Lady May è più motivata che mai. E Philip sarà al suo fianco. «Quando c’è lui attorno, è evidentemente più rilassata».

Il Giornale