Rcs, entro il 7 giugno accordo con le banche

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Il prezzo delle azioni ancora sopra l’offerta di Bonomi

bonomiRcs ha consolidato ieri i rialzi a Piazza Affari, chiudendo ancora sopra il prezzo dell’opa annunciata da Andrea Bonomi assieme ai soci Mediobanca, Diego Della Valle, Unipol e Pirelli. Le azioni del gruppo editoriale segnano un guadagno dello 0,49% a 0,7185, ritornando sui livelli di novembre 2015.
Il mercato guarda ora alle possibili mosse di Urbano Cairo che, per il momento, sembra intenzionato ad andare avanti con la sua ops, convinto della bontà del proprio progetto industriale.
Intanto ieri su richiesta della Consob, Rcs ha dettagliato gli elementi principali del term sheet, il documento preliminare condiviso con le banche finanziatrici: il gruppo prevede che il via libera definitivo all’accordo sulla rimodulazione del debito arriverà entro il 7 giugno. Sono due, infatti, gli istituti che hanno già deliberato favorevolmente, mentre gli organi deliberanti delle banche rimanenti decideranno fra domani e il 7 giugno.
Il finanziamento sarà di 352 milioni, ripartito in due linee di credito, al netto del rimborso da 71,6 milioni per il quale saranno utilizzati parte dei proventi netti incassati dalla vendita di Rcs Libri. La scadenza sarà fissata a fine 2019. Con il contratto Rcs si impegnerà a rispettare un calo dell’indebitamento: a fine 2016 dovrà essere di 430 milioni, che scendono a 410 milioni in caso di vendita di asset non core, nel 2017 dovrà calare a 410 milioni (385 milioni con vendite), nel 2018 il debito dovrà essere di 340 milioni (o ancora 315 milioni se ci saranno cessioni). Su questi covenant non c’è per il momento pieno accordo, una delle banche finanziatrici ha richiesto di prevedere unicamente la soglia più bassa. Nessun impegno, invece, su aumenti di capitale così come non ci sono obblighi di dismissione.
La partita per il controllo di Rcs è tutt’altro che conclusa. Se lunedì scorso la cordata capitanata da Investindustrial sembrava aver segnato un punto determinante a proprio favore sia per il controvalore dell’offerta tutta cash presentata al mercato (0,7 euro) sia per la compattezza e il peso dei protagonisti (Mediobanca, UnipolSai, Pirelli e Diego Della Valle), Cairo non intende gettare la spugna. La partita contrappone al tempo stesso anche Mediobanca a Intesa Sanpaolo, rispettivamente advisor di Bonomi e di Cairo (tramite Banca Imi), benché il numero uno di Piazzetta Cuccia, Alberto Nagel, nei giorni scorsi abbia a più riprese ribadito che tra le due banche non ci sono attriti.
Martedì, l’imprenditore alessandrino ha incontrato i suoi consulenti e al momento sarebbe intenzionato a prendere tempo sul dossier, convinto che la sua ops a 0,551 euro possa ancora spuntarla sulla compagine guidata da Bonomi. L’editore de La7 potrebbe decidere di migliorare l’offerta: il sostegno da parte di Intesa Sanpaolo non manca, motivo per cui trovare soggetti interessati ad affiancarlo nell’avventura potrebbe non essere un’impresa così ardua. In questa direzione sembrerebbero muovere anche le dichiarazioni del presidente d’onore della Ca’ de Sass, Giovanni Bazoli, che in un’intervista ha invitato ad aspettare prima di considerare chiusa la partita. «Mi limito a dire che Intesa Sanpaolo, essendo il principale creditore di Rcs, è interessata a una soluzione proprietaria che assicuri la migliore gestione dell’azienda», ha osservato il banchiere. Di Urbano Cairo, Bazoli dice di apprezzare serietà, umiltà e libertà politica. «Ed è uno che quando esce dalla stanza spegne la luce», ha aggiunto, riferendosi al pallino dell’editore piemontese per il controllo sui costi.

Italia Oggi