Donne delle pubblicità vestitevi

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L’onorevole che l’ha proposto è stato sepolto nel ridicolo

HEIKO MAASNiente sesso in pubblicità per non turbare gli arabi? O per rispetto delle donne? La proposta del ministro tedesco della giustizia, il socialdemocratico Heiko Maas, suscita vivaci proteste, anche tra i suoi compagni di partito. Il problema è vecchio. Da sempre per vendere una bottiglia di birra in più o un’auto si ricorre all’immagine di una bella ragazza. L’accoppiata tra una bionda in bikini e una cabriolet sembra irresistibile ai pubblicitari con poca fantasia. Che funzioni non è mai stato dimostrato. A volte si superano i limiti del buongusto. «Basta allo sfruttamento del corpo femminile», protesta Mass che, bisogna aggiungerlo, protesta anche contro lo sfruttamento dei corpi maschili. Per la verità non mi sono accorto che negli spot tv e nelle inserzioni in Germania si esageri in eros. Caso mai, le donne dovrebbero protestare perché vengono presentate come casalinghe maniache dell’ordine alle prese con pavimenti in marmo da lucidare, di elettrodomestici da far funzionare in modo ecologico, brave cuoche che però si limitano a preparare per la famiglia deliziosi manicaretti congelati. In quanto agli uomini, sono sempre intenti a diserbare i loro giardinetti, a riparare staccionate e a svenarsi per l’ultimo modello di tosaerba. E non sono fusti a torso nudo, ma normali padri di famiglia sovrappeso. I pubblicitari stanno attenti a non creare complessi di inferiorità virili. Herr Maas sarà stato più attento nel controllo di spot e inserzioni. Niente di male. Il suo partito, l’Spd, è in caduta libera (sceso intorno al 20%), e qualche voto in più non fa male. Ma ha esagerato: la pubblicità, sostiene, non deve presentare una falsa immagine della donna ai profughi arabi giunti in Germania, troppi in breve tempo. In maggioranza sono giovani maschi provenienti dal Maghreb che hanno già provocato problemi. La notte di Capodanno a Colonia, e altrove, si sono scatenati contro le donne (il primo, un marocchino ventenne, è stato condannato nei giorni scorsi a un anno senza condizionale), e danno fastidio alle signore nelle piscine pubbliche. Maas è convinto che le violenze di San Silvestro sarebbero state «anche» provocate dalla pubblicità troppo disinibita che ha eccitato i giovani profughi. Un messaggio pericoloso. Certamente, molti dei profughi arabi, non solo i giovani, non sono abituati al rapporto con le donne. Ed equivocano: ogni ragazza che vada in giro di sera per la strada, magari vestita come le pare, è considerata come una preda. O una prostituta. Le europee, le tedesche in particolare, sono delle donnacce. Ma se Maas riuscisse a far passare la sua legge puritana si otterrebbe l’effetto contrario: la donna normale è quella della pubblicità corretta, e chiunque altra, cioè la stragrande maggioranza nella vita quotidiana, una peccatrice disponibile. «L’abuso del messaggio sessuale va certamente controllato e, nel caso, vietato», commenta la deputata Kathrin Vogler, della Linke postcomunista, «ma come stabilire dove comincia lo sfruttamento dell’immagine femminile?». Meno diplomatico il commento di Christian Lindner, il leader dell’Fdp, il partito liberale: «Maas è un bacchettone, la sua proposta è un passo ulteriore verso la mentalità di uno Stato che vuol educare i cittadini come una severa governante. L’idea del ministro sul controllo della pubblicità è degna di un capo religioso islamico, non di un politico di un paese democratico». Se si esagera in cattivo gusto, c’è già il Presserat, l’ente di controllo della stampa, che ammonisce e punisce i colpevoli. Come nel recente caso di una ditta per cibi per animali che ha pubblicato la foto di una ragazza seminuda con la scritta: «Abbiamo carne per tutti». Contraria anche Tanit Koch, la giovane direttrice della popolare Bild Zeitung: «Da noi il valore di una donna, al contrario che in Arabia Saudita, non si misura dalla lunghezza di una gonna o dalla profondità di una scollatura». Non occorre una legge per stabilire come debba essere vestita una Frau che scongela nel microonde gli spaghetti al ragù, la specialità preferita, a quanto pare, dai bambini tedeschi. Chi si sente offeso non compri il prodotto. L’integrazione degli immigrati arabi passa dalla loro accettazione della donna europea.

Roberto Giardina, ItaliaOggi