Mediaset España, ottimo 2015

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La raccolta cresce del 5% e gli utili triplicano sul 2014

Paolo VasileMediaset España si conferma il primo gruppo televisivo in Spagna per raccolta pubblicitaria: nel 2015 ha raggiunto una quota del 43, decease 4% degli investimenti dedicati alla televisione, restando ancora avanti di qualche punto al secondo operatore del paese, AtresMedia, che dichiara di essere al 42% (41% secondo InfoAdex). È il 12esimo anno consecutivo che il gruppo guidato da Paolo Vasile detiene la quota maggiore del mercato, il 15esimo se si considerano soltanto gli operatori privati. Questo però è stato un anno particolarmente redditizio, il primo così importante dopo il crollo del mercato pubblicitario del 2008, con un utile triplicato a 166,2 milioni (erano 59,5 milioni nel 2014) e girato agli azionisti interamente, anzi con una piccola aggiunta (distribuirà 167,4 milioni). In totale i ricavi di Mediaset España sono stati di 971,9 milioni di euro, in crescita del 4,3%, frutto di una raccolta netta arrivata a 898 milioni, +5% su un anno prima. Anche il titolo Mediaset in Italia ha beneficiato di questi risultati, chiudendo la giornata di ieri in progresso del 5,28% a 3,15 euro. Dal canto suo AtresMedia, controllata da Planeta De Agostini, ha registrato una raccolta di circa 850 milioni, in crescita del 6% e ha fatto ugualmente bene sull’utile, duplicandolo a 99,2 milioni. Insieme i due operatori detengono l’85% del mercato pubblicitario spagnolo, dove peraltro la televisione pubblica Rtve non ha introiti da spot dal 2009, quando il governo Zapatero decise di eliminarla dalla programmazione. La lotta è anche sull’audience, sebbene qui Mediaset lasci un po’ più indietro AtresMedia: 31% lo share della prima, 26,8% quella della seconda. In generale comunque, i media spagnoli se la passano bene in quanto a investimenti pubblicitari. Secondo i dati di InfoAdex, il mercato è cresciuto del 7,5% a 5,017 miliardi di euro, e nessuno dei mezzi ha visto calare la propria raccolta rispetto al 2014. Persino la carta stampata ha pareggiato con l’anno precedente, con quotidiani e periodici a +0.4%. Ovviamente la parte del leone l’ha fatta la televisione con una quota del 40% del mercato, in crescita del 6,4%. Al secondo posto Internet, che ha una fetta del 25% ma un incremento ancora superiore della tv, +16%. Bene la radio, così come in Italia, a +8%, ma è soprattutto il cinema a guadagnare di più da un anno all’altro: +35.5%.

di Andrea Secchi, Italia Oggi