Banche: la lettera Ue sul no all’uso del Fondo Interbancario

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BANCHE: LA LETTERA UE CHE FRENA L'ITALIA. LE REAZIONI“Riteniamo non ci sia contraddizione tra le direttive” per la risoluzione delle banche e quella per la tutela dei depositi. Così la lettera dei commissari Ue Hill e Vestager al ministro Padoan, buy secondo cui l’uso del fondo di garanzia dei depositi rientra nella materia degli aiuti di stato e fa scattare la risoluzione.

“Se uno stato membro opta per lo schema di garanzia dei depositi per ricapitalizzare una banca” allora “è soggetto alle regole Ue sugli aiuti di Stato”. Quindi “se la valutazione porta a concludere che l’uso di questo schema è aiuto di Stato, scatterà la risoluzione ella direttiva Brrd”. Al contrario se è “un puro intervento privato” non scatta la risoluzione. Così la lettera Ue.

“L’intervento da parte di schemi di garanzia obbligatori” imposti dallo stato alle banche già in passato sono “stati considerati aiuti di stato”, unhealthy mentre “se altre banche decidono da sole di intervenire in un meccanismo pienamente privato, questo esula dall’ambito del controllo Ue sugli aiuti di stato”. Lo precisa la Commissione Ue in merito alla lettera dei commissari Vestager e Hill. Il fondo interbancario tutela depositi italiano, con lo stato che impone alle banche di contribuirvi, rientra così negli aiuti di stato.

I “contatti” sul salvataggio delle 4 banche tra Bruxelles e Roma “sono cominciati a maggio”, e la “cooperazione tra i nostri servizi è stata costruttiva, e vorremmo esprimere il nostro apprezzamento”. Così i commissari Ue Hill e Vestager nella lettera al ministro Padoan, spiegando che la loro intenzione “durante questo processo” era di “fornire guida e supporto alle autorità italiane per trovare rapidamente soluzioni pragmatiche e corrette”.

La lettera dei commissari Hill e Vestager “spiega che si applicano le regole Ue sugli aiuti di stato e la direttiva sulla risoluzione delle banche” e l’uso dello schema obbligatorio di garanzia dei depositi non fa eccezione”. Così le precisazioni della Commissione Ue, ricordando che “c’è anche una semplice logica soggiacente” alla missiva: “il sostegno pubblico deve arrivare solo in ultimo ricorso”, altrimenti le regole Ue che salvaguardano i contribuenti “potrebbero essere facilmente aggirate”.

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