MURI IN TRANSITO, VIAGGIO TRA GLI “SMS MURARI” Recensione di Lucia Stella Ravoni

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E’ da qualche giorno in libreria il volume “Muri in transito” di Jo Lattari e Marco Mottolese, cheap una raccolta di 150 graffiti che racconta lo “stato d’animo” di Cosenza attraverso un percorso che si snoda tra i messaggi impressi lungo le vie cittadine. In pratica, sale la presa visione e l’interpretazione della dimensione umana e sociale della città mediante le frasi murarie, ampoule immortalate dalle immagini del giornalista Francesco Cangemi.
“Muri in transito”, edito da Pellegrini Editore (14 €), è quindi un divertente, ma profondo saggio sulle scritte murarie che analizza un fenomeno che spinge a utilizzare i muri come canali di comunicazione, un fenomeno -secondo gli autori- mirato principalmente ad affermare l’esistenza di chi scrive. I muri, che solitamente sono intesi come elementi divisori, nel libro sono stati tradotti nella loro accezione di portatori e/o trasmettitori di messaggi, come strane onde radio di cemento che rimbalzano immagini le une sulle altre creando un filo d’Arianna emozionale nell’ambiente urbano.

Nella sua prefazione al libro, Enrico Ghezzi scrive: “…vien da ammirare la leggerezza con cui Jo Lattari e Marco Mottolese hanno commentato le scritte sui muri fotografate. L’impegno di non volare, di non tradire con l’interpretazione, di smorzare, si impenna ogni tanto incrociandosi e ingolfandosi volutamente…del resto, non pare sia possibile molto altro che accettare l’anonimato che dai muri promana o che il muro sembra aver quasi inghiottito…”.

Ma a cosa mirano i messaggi murari? Cosa ci dicono di chi le scrive? “Le scritte sui muri sono grimaldelli con cui gli autori forzano il corso dei pensieri di chi li legge, sviandoli”.

TRENO IN TRANSITO

L’ “osservatore esterno” Mottolese aggiunge un’analisi più distaccata dal territorio, forse più a fondo nello stato d’animo dei graffitari: “Quello che forse emerge maggiormente è la disperazione di questi scrittori, ombre notturne che tuttavia lasciano il segno. Sui muri di Cosenza si palesa infatti un accentuato e variegato disagio. E’ così che pure le scritte più semplici celano il desiderio di esprimere la volontà di esistere, di affermare ci sono anch’io”.

E’ quindi solo questo l’impulso a cui risponde chi scrive su un muro? “Non credo –risponde Lattari- c’è molto altro. A mio avviso anche per descrivere un sogno e lasciarne un segno, affidando a un muro la testimonianza di cosa si cerca e desidera, come se la condivisione con gli altri consentisse a quel muro di raggiungere il proprio obiettivo e chiunque altro”.

A pochi giorni dalla scesa a Venezia dei cittadini aderenti all’Associazione “Masegni e Nizioletti” che hanno ripulito i muri tra Campo Santa Margherita e Rialto dalle scritte lasciate dopo una recente manifestazione politica, dalle parole di Mottolese sembra invece emergere che “a Cosenza più che l’impegno civile si riscontrano travagli adolescenziali”.

SORRIDI

Cosa pensano allora gli autori del tanto discusso tema del decoro urbano messo in ulteriore pericolo da questi autori della notte? “Indubbiamente molti sono solo ghirigori –ammette Mottolese- che tuttavia non violano il decoro urbano perché esprimono emozioni su manufatti che sono ancora più orribili delle scritte stesse. Al contrario, ovviamente, chi scrive su qualsiasi monumento o palazzo storico è da considerarsi un vandalo, a prescindere dalla profondità del messaggio che vuol dare. Nulla può giustificare la violazione del patrimonio culturale del nostro Paese”.

Il duo Lattari-Mottolese non intende comunque fermarsi alla Calabria. Dopo Cosenza, infatti, la prossima città in cui è previsto l’analisi dei graffiti murari sarà Roma . “Certo la diversità tra città di provincia come Cosenza e le metropoli italiane come Roma o Milano salta subito agli occhi –concludono i due autori- se non altro per la enorme moltitudine a disposizione di scritte e muri da analizzare. Lo affronteremo, come sarebbe interessante anche verificare le differenze tra città simili a Cosenza per grandezza, ma diverse per collocazione geografica e per caratteristiche economico-sociali”.

Ci attendiamo presto, quindi, anche il secondo volume di “Muri in transito”, memoria di quando prima degli sms e dei social network si affidavamo soltanto ai muri i messaggi più diversi da condividere.

di Lucia Stella Ravoni

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