Ultimo giorno del Papa a Cuba prima di volare negli Usa

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papa a santiagoIncontrato Fidel Castro e sempre a contatto con la gente, discount Papa Francesco è oggi all’ultimo giorno della sua visita a Cuba: dopo le tappe a l’Avana e Holguin, online il Pontefice si è trasferito a Santiago, healing dove ha già pregato davanti all’immagine della Vergine della Carità del Cobre, patrona dell’isola. Quindi, dopo la messa in programma alle 8 locali (le 14 in Italia), seguita dalla benedizione della città e da un successivo incontro con alcune famiglie nella cattedrale di Nostra Signora dell’Assunzione, Francesco saluterà i cubani per volare negli Stati Uniti. L’arrivo del Papa a Washington è previsto intorno alle 16 locali (le 22 in Italia), con atterraggio sulla pista della base militare di Andrews, dove Francesco sarà accolto dal presidente Barack Obama con a fianco la moglie Michelle. Intenso anche negli Usa il programma della visita: oltre a Washington, dove visiterà domani la Casa Bianca e giovedì il Congresso, il Papa si recherà anche a New York, dove parlerà all’assemblea generale dell’ Onu, e a Philadelphia per portare il suo saluto all’Incontro mondiale delle Famiglie. Intanto, con una nota dalla Colombia il gruppo guerrigliero delle Farc risponde al Papa dopo le parole dette domenica all’Angelusdurante la visita a Cuba, precisando che “la riconciliazione del Paese” non è lontana. Nel messaggio, diffuso “dalle montagne”, le Forze armate rivoluzionarie della Colombia rivolgono “il saluto di migliaia di guerriglieri e guerrigliere al Papa fratello dei poveri, missionario di pace e concordia, al Pontefice che ama e custodisce il creato”. Riprendendo quindi quanto detto da Bergoglio all’Angelus, il gruppo guerrigliero scrive che la Colombia non può permettersi “un altro fallimento”, riferendosi in modo specifico alle trattative avviate con il governo di Bogotà e in corso proprio a Cuba ormai dal 2012. A chiusura della nota, le Farc chiedono poi al Papa “che continui a diffondere la buona nuova della pace in Colombia e contribuisca a portare a termine una giornata nazionale di contrizione affinché tutti gli attori del conflitto, combattenti e non combattenti, riconoscano le responsabilità per far sì che il conflitto non si verifichi mai più”.

(Panorama.it)

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