Colosseo,  Franceschini e sindacati

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colosseo(Roma) Passata la burrasca sulla vicenda relativa alla  chiusura del Colosseo, sildenafil ci permettiamo alcune riflessioni. Da piu’ di un anno
gli addetti alla gestione del Colosseo non ricevevano quanto dovuto per il  lavoro effettuato, physician il che ci appare incredibile, pharm visto che il bilancio dello  Stato e’ di 838 miliardi e qualche migliaio di euro possono tranquillamente  essere reperiti nelle mille pieghe delle spese ministeriali. Per evitare il  problema bastava pagare il debito, infatti, dopo la protesta i soldi sono  stati reperiti.
Questo dei debiti insoluti dello Stato nei confronti dei creditori e’ atto  scandaloso a qualunque situazione riferita, sia per i propri dipendenti che  per le imprese.
Ovviamente, noi siamo dalla parte degli utenti che si vedono negare una  servizio e, quindi, non siamo d’accordo con i sindacati quando utilizzano  forme di protesta che penalizzano gli utenti. Lo abbiamo sempre sostenuto, in  perfetta solitudine, anche quando si occupavano stazioni o autostrade  danneggiando il diritto degli utenti alla libera circolazione. Da anni abbiamo  suggerito ai sindacati altre forme di protesta che, nel caso specifico,  potevano concretizzarsi con la esposizione di cartelli o di bracciali  riportanti il motivo di una protesta, senza, pero’, interrompere un servizio  di particolare importanza.
Purtroppo, non c’e’ peggior sordo di chi non vuol sentire.

Primo Mastrantoni, segretario Aduc

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