Il Pil di Atene è cresciuto dello 0,9% Economia greca meglio delle attese

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atene(di Giuliana Ferraino, nurse search inviata a Berlino, Corriere) Il dato definitivo sul Prodotto interno lordo nel secondo trimestre superiore alle stime
Si prevedeva una crescita dello 0,8%. In Italia, nello stesso periodo, solo +0,2. La Grecia (nella foto il Parlamento) continua a sorprendere. Nel giorno in cui una donna per la prima volta nella storia diventa primo ministro (ad interim), treatment Atene conferma che la sua economia ha ripreso a crescere, almeno nella prima parte dell’anno. Il dato definitivo sul Prodotto interno lordo (Pil) nel secondo trimestre, +0,9%, è perfino migliore della stima provvisoria, che segnalava un aumento dello 0,8%. Per dire: l’Italia nel secondo trimestre è cresciuta appena dello 0,2%, la Germania dello 0,4%.
Miracolo grazie a turismo e consumi
Lo strano «miracolo» ellenico? Merito di un avvio record della stagione turistica, ma anche dell’aumento dei consumi, soprattutto di beni durevoli, tra cui le automobili, e del contemporaneo crollo delle importazioni. A dispetto delle trattative con i creditori sul nuovo salvataggio, il terzo in 5 anni, in quei mesi ancora in alto mare. Su base annua il dato rivisto del Pil greco si traduce in una crescita dell’1,6%, rispetto all’1,4% calcolato in precedenza. Probabilmente andrà molto peggio, visto che il numero non tiene conto del controllo sui capitali introdotto a luglio e sostanzialmente ancora in vigore, che peserà sulla crescita nella seconda parte dell’anno. Se fino alle previsioni del novembre 2014 la Grecia sarebbe dovuta crescere del 2,9% nel 2015, il nuovo scenario preparato dalla Commissione europea per accompagnare il programma di salvataggio da 86 miliardi, prevede adesso una flessione del Pil del 2,3% per il 2015 e dell’1,3% nel 2016.
Per Bruxelles stop fino al 2017
Secondo Bruxelles, che rivedrà le stime all’inizio di novembre nelle sue previsioni autunnali, Atene tornerà a crescere solo dal 2017, con un aumento del Pil del 2,7%, mentre nel 2018 la crescita dovrebbe segnare un +3,1%. Le ultime notizie non promettono niente di buono. Secondo la banca centrale greca, anche a luglio è continuata la fuga dalle banche di famiglie e imprese e i depositi bancari sono scesi di 1,4 miliardi, nonostante il controllo sui capitali. Ieri, però, i riflettori sono stati tutti per Vassiliki Thanou, giudice della Corte suprema e prima donna nominata a capo dell’esecutivo, seppure ad interim. Dopo le dimissioni la settimana scorsa di Alexis Tsipras, toccherà a questo giudice di 65 anni, con alle spalle una solida carriera nella magistratura, culminata con la nomina in giugno alla Corte Costituzionale, guidare il governo tecnico che accompagnerà il Paese alle elezioni. Il presidente della Repubblica, Prokopis Pavlopoulos, ieri le convocate ufficialmente il 20 settembre, mentre con un decreto ha sciolto il Parlamento, che tornerà a riunirsi per la prima seduta l’1 ottobre. Tra i nomi del nuovo esecutivo spicca quello di George Chouliarakis, nominato ministro delle Finanze. Toccherà a lui portare avanti il programma di riforme previsto dall’accordo di salvataggio. Sarà «cruciale», ha afferamto il capo dell’Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem. «Spero che vogliano, e dovranno continuare con i preparativi in modo che il nuovo governo possa attuare subito i primi passi, per non perdere tempo», ha aggiunto, approvando la scelta del nuovo ministro delle Finanze ad interim. «Sa quello che fa, perché è stato l’uomo più importante nel ministero nell’ultimo anno e mezzo». Mentre il Paese si prepara alla campagna elettorale Syriza sembra perdere consensi per la prima volta. Secondo l’ultimo sondaggio realizzato dalla società ProRata e pubblicato ieri dal giornale Efimerida, il gradimento al partito del premier uscente, che resta comunque al primo posto in Grecia, è sceso al 23% rispetto al 26% di inizio luglio, mentre il partito conservatore di Nea Demokratia è salito al 19,5% (al 15% in luglio). Ma dal sondaggio emerge anche che per il 64% dei greci interpellati Tsipras non avrebbe dovuto convocare nuove elezioni per cercare un consenso maggiore in Parlamento.

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