Guidi: “Per il Meridione un piano da 80 miliardi mirato sulle infrastrutture”

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federica guidi(Lucio Cillis, sales Repubblica) Il Meridione che arranca. La prima reazione alla scossa al sistema data dallo Svimez e da Roberto Saviano, arriva in queste ore dal ministero dello Sviluppo, che dovrà trovare in tempi brevissimi le soluzioni alla crisi del Mezzogiorno: il ministro Federica Guidi lancia la proposta degli Stati Generali dello Sviluppo Economico nel prossimo autunno. Visto che al Sud non serve un miracolo, ma una terapia decisa e duratura nel tempo, la soluzione per invertire la rotta resta quella di un rafforzamento dei poli industriali e delle infrastrutture grazie a un piano di investimenti pesanti per 15 anni, superiori agli 80 miliardi di euro.
Come giudica le parole di Roberto Saviano? Se anche le mafie non trovano nulla più da mungere, forse siamo in una situazione disperata.
“Non voglio giudicare le parole di Saviano. Il problema non è quello di parlare delle mafie. Piuttosto, nel momento in cui c’è una fortissima de-industrializzazione e subiamo una cronica mancanza di opportunità, il rischio al Sud è che le mafie si sviluppino anche di più. Dobbiamo semmai curare una storica carenza infrastrutturale che, come conferma il ministro Graziano Delrio, sarà uno dei pilastri di una sorta di “Piano Marshall” che partirà proprio dalle infrastrutture. Così si creeranno posti di lavoro e condizioni per il rilancio. Insomma, non è che non ci fossimo resi conto dei problemi del Mezzogiorno. E con tutto il rispetto per Saviano, non penso ci volessero le sue parole per capire di cosa parliamo (…) Il ministero lancerà una proposta di modello strategico e industriale per i prossimi anni, che passerà attraverso una consultazione pubblica con investitori anche esteri che ultimamente hanno mostrato un forte interesse per l’Italia. E sentiremo le organizzazioni sindacali e Confindustria. L’idea è di presentare al Paese un nuovo modello di sviluppo che valga per i prossimi 15 anni. Linee guida su cui costruire politiche di sostegno e incentivi”.
Quanto serve a questo pezzo dimenticato d’Italia per rinascere?
“Un piano da almeno 70, 80 miliardi di euro sulle nuove infrastrutture. Una cifra poderosa, il fulcro di un modello di rilancio. I grandi investimenti che muovono Pil e posti di lavoro sono la condizione per creare quel substrato che serve oggi in qualunque economia moderna evoluta”.

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