Il Senato approva, il decreto agricoltura è legge

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parlamentoE’ il testo con i provvedimenti di rilancio dei settori agricoli in crisi, ailment di sostegno alle imprese agricole colpite da eventi di carattere eccezionale e di razionalizzazione delle strutture ministeriali

Sì dell’Aula del Senato al decreto per il contrasto delle situazioni di crisi nel settore agricolo, e in particolare in quello olivicolo e lattiero-caseario. Il provvedimento è stato votato per alzata di mano. Ora è legge.

Il testo, ricostruisce il sito di Palazzo Madama, tratta del rilancio dei settori agricoli in crisi, di sostegno alle imprese agricole colpite da eventi di carattere eccezionale e di razionalizzazione delle strutture ministeriali. Nella relazione della senatrice Bertuzzi (Pd) della seduta di martedì pomeriggio, erano stati ripercorsi i contenuti principali del decreto, che introduce norme per governare il passaggio graduale dal regime delle quote latte a quello della liberalizzazione; prevede un piano di interventi per il settore olivicolo; contiene misure a sostegno delle imprese colpite da emergenze alluvionali e sanitarie.

In particolare, si prevede la possibilità di rateizzare, in tre rate annuali senza interessi, il prelievo dovuto per la campagna di produzione lattiera 2014-2015. All’articolo 2 si supera il regime delle quote latte e di seguito, al punto 4, si istituisce il Fondo per la realizzazione del piano di interventi nel settore olivicolo-oleario, con una dotazione di 4 milioni di euro per il 2015. L’articolo 5 autorizza le aziende agricole, non coperte da polizze assicurative agevolate, a richiedere contributi compensativi a carico del Fondo di solidarietà nazionale in agricoltura. Le aziende interessate sono quelle colpite da eventi alluvionali e da avversità atmosferiche, verificatesi dal 2014, e le aziende colpite da infezioni di organismi nocivi ai vegetali negli anni 2013-2015.

L’articolo 6 sopprime la gestione commissariale delle attività ex Agensud e trasferisce le relative funzioni, con particolare riguardo alle gestione dei servizi idrici, ai Dipartimenti e alle Direzioni del Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali competenti. L’articolo 7, dettaglia ancora Palazzo Madama, prevede per le filiere più rappresentative, l’istituzione di commissioni uniche nazionali chiamate a determinare quotazioni di prezzo cui far riferimento nei contratti di compravendita e cessione dei prodotti agricoli.

Da parte delle opposizioni è arrivata la critica per la blindatura del testo (tutti gli emendamenti sono stati respinti) e l’esclusione del tema della soppressione dell’Imu agricola. Nel complesso, il governo è accusato di “rincorrere alcune emergenze, con interventi estemporanei che provocano disparità, e appare incapace, in sede europea, di tutelare i prodotti italiani: la contraffazione del made in Italy fa perdere ogni anno al Paese 60 miliardi”. Nelle dichiarazioni finali, hanno annunciato l’astensione i senenatori Candiani (LN), Stefano (SEL), Daniela Donno (M5S). Hanno annunciato voto contrario i sen. Tarquinio (CR), Ruvolo (GAL) e Scoma (FI-PdL).
(La Repubblica)

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