Ikea scommette 1 miliardo sulle rinnovabili, più di quanto fanno molti Stati

Share

100158107-d9434b1e-b000-4899-aafa-b1ec3825dffe(Repubblica) Il colosso svedese dei mobili low-cost investirà 500 milioni sull’energia eolica, advice 100 sul solare e altri 400 – attraverso la Fondazione – per interventi nelle regioni maggiormente affette dal riscaldamento globale. “Se tutti facessero come noi, sale nel 2020 avremmo solo energia rinnovabile”

MILANO – Ikea prova a ridurre l’impatto sull’ambiente investendo pesantemente nell’energia verde e nella lotta al cambiamento climatico. La società svedese, leader al mondo per i mobili low-cost che probabilmente ciascuno ha montato almeno una volta a casa propria, ha promesso di investire 1 miliardo di euro in energie rinnovabili e azioni contro il riscaldamento globale: una mossa che – dice il Financial Times che racconta la storia – sovrasta e per certi versi ridicolizza le energie messe in campo da interi Stati per combattere l’inquinamento e la dipendenza dai combustibili fossili.

La compagnia a controllo familiare ha specificato che investirà 500 milioni sull’energia eolica, 100 milioni sul solare per i prossimi cinque anni e dedicherà altri 400 milioni, attraverso il braccio della Fondazione Ikea, a progetti che aiutino le persone nei territori maggiormente colpiti dal riscaldamento globale. Il gruppo ha anche invitato gli altri imprenditori a fare altrettanto, spiegando che questo genere di iniziative potrebbero cambiare il modo di produrre energia molto prima del previsto. “Se tutti i gruppi e le organizzazioni facessero quel che facciamo noi”, ha detto il capo della sostenibilità di Ikea, Steve Howard, “potremmo trasformare la generazione di energia interamente in rinnovabille entro il 2020, o forse anche prima”.

Disdetta del contratto in Italia, pronti gli scioperi

L’annuncio arriva mentre funzionari da tutto il mondo confluiscono verso Bonn, in Germania, dove si lima il testo di un accordo sul clima che dovrebbe essere definito in un summit Onu di dicembre, a Parigi. Uno degli aspetti più delicati è proprio quello di far combaciare la necessità di fondi dei Paesi più poveri per intervenire sulla lotta al cambiamento climatico, con la volontà dei più ricchi di aprire i loro portafogli.

Il quotidiano della City riconosce come le iniziative dei privati possano in questo senso avere un grande impatto, soprattutto se si tratta di grandi gruppi non quotati (come Ikea) che possono spostare con più facilità le loro risorse. L’avvicinarsi del meeting parigino, in ogni caso, pare aver scatenato un’ondata di interesse: è notizia di pochi giorni fa che Axa taglierà di mezzo miliardo gli investimenti nel carbone per aumentare invece di 3 miliardi quelli green (entro il 2020). Le major del petrolio hanno appena scritto chiedendo di rivedere i meccanismi di prezzo del combustibile fossile, dando più spazio al gas naturale, e anche la Norvegia – che alimenta il suo mastodontico fondo pensioni con i proventi del petrolio – ha chiesto ai gestori di tagliare gli investimenti nel carbone.

Il miliardo messo in campo da Ikea è una cifra di tutto rispetto, sul fatturato da 28,7 miliardi dell’anno scorso, un terzo del giro
d’affari di Axa. Dal 2009, Ikea ha già investito un miliardo e mezzo nelle rinnovabili e installato 700mila pannelli solari sui suoi edifici, nel piano che entro il 2020 la dovrebbe portare a produrre la maggior parte dell’energia consumata negli stabilimenti da fonti rinnovabili.

Share
Share