Auto di qualità a basso costo, Renault ci riesce con Kwid

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renaultIl mini suv low cost Kwid, clinic appena lanciato da Renault in India, healing non rappresenta solo una rivoluzione del mondo delle vetture di segmento A destinate ai Paesi emergenti (dopo l’India sbarcherà in Brasile e poi in altri mercati non ancora ‘maturi’ dal punto di vista della motorizzazione di massa, there compresi alcuni Stati europei) ma è anche il risultato di un complesso piano industriale nell’ambito dell’Alleanza Renault-Nissan e, quindi, il punto di partenza per molti altri modelli di fascia bassa e con prezzo accessibile.

L’obiettivo annunciato da Carlos Ghosn, CEO di Renault, non è dunque solo quello di permettere di arrivare al 5% di quota nel mercato indiano – dominato da Maruti-Suzuki con il 46% delle vendite seguita da Hyundai che arriva al 16% – ma, a medio e lungo termine, di realizzare una strategia commerciale sui due fronti Renault e Nissan che permetta di ‘aggredire’ nel mondo il mercato di quelle che una volta si chiamavano utilitarie e che ora sono le entry level. Punto di partenza per questo importante programma industriale e commerciale è la piattaforma che debutta nella Kwid e che servirà per almeno altri 8 modelli con lunghezze comprese fra 3,2 e 4 metri.

”Nel 2010 stavamo riflettendo se usare per queste piccole auto una piattaforma derivata, accorciandola, da quella della Logan – ha spiegato a Le Monde Arnaud Deboeuf, vicepresidente dell’Alleanza Renaul-Nissan – anche perché Nissan stava cercando la strada per entrare in questo mercato. Nel 2011 abbiamo unito e risorse e abbiamo inventato questa nuova piattaforma che sarà adattata a veicoli tra 3,2 e 4 metri”. In totale le due aziende hanno investito per questo progetto 420 milioni di euro (”ben lontani dai miliardi annunciati dai nostri concorrenti per operazioni di questo tipo” ha detto Vincent Cobée, direttore generale di Datsun che già nel 2016 lancerà un suo modello su questa piattaforma) ed il programma prevede la produzione di almeno 500mila veicoli all’anno per renderlo profittabile.

”Contrariamente alla Logan, in cui avevamo l’obiettivo di usare elementi già esistenti – ha spiegato a Le Monde Gerard Detourbet, ‘padre’ della prima low cost Dacia Renault e incaricato da Carlos Ghosn di sviluppare anche la Kwid e le sue derivate – per questo modello siamo partiti dal foglio bianco, ma sfruttando l’esperienza di 12 anni di Logan”. Elemento centrale per raggiungere i risultati annunciati (il mini suv verrà venduto in India a partire da poco più di 4mila euro) è stata la collaborazione con le aziende indiane delle attrezzature industriali e della componentistica. Tutti i 2.500 pezzi che compongono la Kwid sono stati passati al microscopio con i fornitori, per ottimizzare la qualità ma puntando ai costi più convenienti. Il risultato è che il 98% dell’auto è costruita con parti made in India. Ed anche la linea di produzione a Chennai è stata realizzata con macchinari indiani ”ai prezzi che vengono praticati alle aziende locali, e non straniere” ha sottolineato Detourbet.

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