Feltrinelli si rinnova da Milano

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feltrinelli milano(di Marco A. Capisani, buy Italia Oggi) Schermi interattivi per i clienti e librai con tablet alla mano. C’è fermento in centro a Milano ma non è solo per Expo: il movimento viene dalle grandi catene libraie che si stanno riposizionando in piazza Duomo. Se Mondadori pensa di aprire all’inizio di giugno un secondo negozio nel vicino corso Vittorio Emanuele II dopo quello all’Arengario (vedere ItaliaOggi del 13/02/2015), Feltrinelli inaugura oggi il suo rinnovato punto vendita in galleria Vittorio Emanuele II.
Si tratta di uno spazio complessivo di 2.500 mq, capsule tra i più grandi della casa editrice, con 70 mila titoli di libri, 18 mila di cd e altri 8 mila di dvd, ma soprattutto è il negozio che detta la linea lungo cui vuole crescere l’editrice guidata da Carlo Feltrinelli, figlio di Giangiacomo. Oltre alle nuove sezioni su fumetti&graphic novel, Body soul and mind o sulla manualistica-tempo libero, la libreria ospita anche uno schermo e un divano per seguire le trasmissioni della tv del gruppo laeffe, un altro salottino simile per aggiornarsi sulle evoluzioni del progetto Porta Volta e infine dispone di schermi per permettere al lettore d’interfacciarsi coi servizi digitali di Feltrinelli, per esempio per trovare un volume, prenotarlo o per conoscere gli eventi che il punto vendita ospita. Senza dimenticare che ogni libraio è dotato di tablet per soddisfare passo passo la clientela. Insomma, il nuovo negozio «riassume in sé ogni ramificazione del gruppo e sa integrare carta e digitale», spiega Roberto Rivellino, d.g. del gruppo che dei suoi negozi vuole fare anche centri di aggregazione alternativi ai social network incentrandoli per esempio sulla ristorazione attraverso il format di punta Red (di cui l’editrice ne ha aperto finora una media di 3-4 l’anno, andando a sostituire negozi già esistenti, per un totale stabile di 120 punti vendita complessivi).
Al di là delle nuove aperture, comunque, Mondadori è impegnata in questi mesi nell’acquisizione eventuale di Rcs Libri e sulla conseguente concentrazione del mercato, dichiara a ItaliaOggi il presidente del gruppo Carlo Feltrinelli, «noi condividiamo le preoccupazioni già espresse da altri per una possibile limitazione del pluralismo. Resta poi la possibilità che da quest’operazione scaturiscano opportunità per i marchi con un posizionamento alternativo». In caso di passaggio di Rcs Libri a Mondadori, non sono previste al momento operazioni straordinarie, aggiunge Rivellino rispondendo alla domanda se Feltrinelli potrebbe aprire le porte a Marsilio e Adelphi, possibili transfughi da Rcs Libri in caso di cessione a Segrate. E comunque, a fronte di una ulteriore concentrazione del mercato, «noi abbiamo le nostre armi» per difenderci, sottolinea il d.g. dell’editore che festeggia i suoi primi 60 anni. «Siamo ben posizionati nella parte alta della filiera grazie a un brand forte e in quella retail, considerando che sul fronte della distribuzione è già partita la joint venture con Messaggerie italiane», conclude il manager del gruppo con un fatturato oggi intorno ai 330 milioni di euro dopo aver deconsolidato la piattaforma distributiva Pde. A livello di conti poi, a giudizio di Rivellino, il 2014 è stato archiviato in linea col mercato che ha chiuso a -2,5% circa mentre i primi mesi del 2015 restano altalenanti, anche se c’è la sensazione di una ripresa. Eppure l’anno in corso riserva una sorpresa quasi fuori moda ai tempi del digitale: i buoni risultati delle vendite di «musica e video su cd e dvd», racconta Rivellino. «E’ un dato importante anche se magari non sarà un trend definitivo, quanto piuttosto un fenomeno legato a trasmissioni tv, personaggi e serie del piccolo schermo».
Intanto, però, Feltrinelli studia ulteriori format di vendita, «che siano sempre spunto per incontri e socializzazione e in aggiunta sondino specifici target come bambini e ventenni-trentenni», conclude Alberto Rivolta a cui è affidata la direzione operativa centrale. «I prossimi passi di Feltrinelli verso il modello della media company? Oltre a laeffe tv e lo sviluppo digitale, una sempre maggior produzione di contenuti originali».

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