Assorel si spacca Vanno via in 10

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assorel(di Marco A. Capisani, pilule Italia Oggi) Assorel si spacca: dieci agenzie tra le grandi e quelle medie lasciano l’associazione italiana delle agenzie di relazioni pubbliche a servizio completo. Ossia un terzo degli attuali 32 affiliati. Non solo, si preparano ad annunciare, secondo quanto risulta a ItaliaOggi, la nascita di un altro organismo che riunirà le sigle fuoriuscite e sarà aperto pure ad altri. Per esempio, alle agenzie che già hanno lasciato l’associazione. Oggi chi abbandona Assorel sono le agenzie Ketchum, Business Press, Havas pr, Epr Comunicazione, My Pr, Gruppo Rem Divisione Orange, Glebb & Metzger, Mn Holding, Segest e Noesis. Di Ketchum è vicepresident e ceo Andrea Cornelli, ultimo presidente Assorel che ha rassegnato le dimissioni due settimane fa, mentre i suoi vicepresidenti erano Giorgio Cattaneo (My Pr) e Caterina Tonini (Havas Pr Milan), entrambi dimessi. Tra i consiglieri del consiglio direttivo decaduto c’era Diego Biasi di Business Press, oltre al tesoriere Camillo Ricci di Epr Comunicazione.
In una lettera inviata oggi dalle dieci agenzie per spiegare i motivi della volontà comune di lasciare Assorel, la stessa associazione viene definita «un soggetto ormai avvizzito e incapace di rinnovarsi» in un contesto in cui «tutto cambia ma la piccola associazione di rappresentanza delle aziende di rp resta sempre la stessa, immutabile, con il suo statuto ottocentesco, le sue ritualità, la sua chiusura aristocratica».
«Usciamo perché l’ostracismo al rinnovamento di una parte degli associati ha portato all’immobilismo dell’associazione», conferma a ItaliaOggi Cornelli, «nonostante solo 12 mesi fa io sia stato eletto presidente col 60% delle preferenze e dopo aver presentato un programma dettagliato come guida del mio mandato». Sempre secondo Cornelli, lo scontro si è avuto sull’intenzione di riposizionare Assorel alla luce non tanto della crisi quanto piuttosto dell’evoluzione della nostra professione. Prima dell’estate, comunque, verrà presentato il nuovo organismo che potrà avere la veste formale dell’associazione, di un think tank o di un’alleanza tra le dieci agenzie e altri mestieri della comunicazione. «Dieci agenzie?», conclude Cornelli. «Andiamo al raddoppio. Saremo una ventina nel nuovo organismo rappresentativo».

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