Lavoro: Landini, parlare di ripresa è forzatura

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JOBS ACT: LANDINI, <a href=pilule FIOM IN PIAZZA A ROMA IL 28 MARZO” width=”339″ height=”226″ />“Per fortuna sale l’occupazione, sono sei anni che scendevamo e il Paese ha perso più di un milione di posti di lavoro: dire che è in atto una ripresa, un’inversione di tendenza mi sembra una forzatura rispetto alla realtà. Il problema è che bisogna far ripartire gli investimenti, non possiamo usare qualche dato dell’Europa per dire che c’è la ripresa. Sono balle, è una semplificazione di una situazione complicata”. Lo ha detto il segretario generale della Fiom Maurizio Landini commentando i dati Istat.

Parlare di ripresa “a me sembra un’esagerazione, abbiamo alle spalle un miliardo di euro di cassa integrazione del 2014 e accanto ad aziende che dicono che assumeranno ce ne sono molte che chiudono”, ha spiegato Landini. “Se non c’è un cambiamento delle politiche e una ripresa degli investimenti sia pubblici che privati c’è sostituzione di lavoro, non creazione. Inoltre se il governo vuol creare nuovi posti deve mettere mano alle pensioni, andare in pensione a settant’anni aumenta la disoccupazione giovanile”, ha aggiunto Landini.

Privatizzazioni solo per fare cassa, inaccettabile – “Oggi si sta privatizzando fuori da ogni politica industriale solo per fare cassa, è una logica inaccettabile” ha detto Landini

Noi contro Fornero prima di Salvini – “Noi volevamo cambiare la legge Fornero prima di Salvini, anche perché la Lega quando era al Governo ha fatto tagli sulle pensioni”. Lo ha detto il segretario generale della Fiom, Maurizio Landini, rispondendo a chi gli chiedeva se sulla legge Fornero fosse d’accordo con il leader della Lega, Matteo Salvini. “Per noi la legge Fornero è sbagliata, bisogna superare il sistema puramente contributivo che non esiste da nessuna parte, serve qualcosa per i più giovani”, ha spiegato Landini. “Per avere nuove assunzioni bisogna abbassare l’età pensionabile – ha aggiunto il leader della Fiom – è una follia, inoltre, che chi fa lavori pesanti abbia le stesse condizioni di tetto verso l’alto: per noi è un’altra battaglia aperta e con la manifestazione del 28 marzo chiederemo un tavolo di trattativa”.

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