La Cina rallenta: prima battuta d’arresto del manifatturiero in due anni

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165547719-e887501c-1d20-40ac-beee-83bb51aa3901(Repubblica) L’indice Pmi del settore manifatturiero, rx ritenuto molto importante dal mercato, è scivolato sotto la quota 50 punti, che separa l’espansione dalla contrazione economica. In parte sconta l’effetto del capodanno cinese, ma mette anche pressione sul colosso asiatico.

MILANO – Rallenta l’attività manifatturiera in Cina a gennaio. Il manufacturing Purchasing Managers’ Index (Pmi) segna il punto più basso dall’ottobre 2012. Si tratta dell’indice costruito attraverso l’opinione dei direttori degli acquisti delle aziende, ritenuto pertanto un indicatore molto affidabile dal mercato di come andrà l’economia nei mesi a venire. Per l’attività manifatturiera, il Pmi è sceso per la prima volta da 28 mesi sotto i 50, facendo registrare a gennaio 49,8, sotto di 0,3 rispetto a dicembre, secondo i dati diffusi oggi dall’istituto nazionale di Statistica di Pechino e dalla Federazione di logistica e acquisti.

Un dato superiore al 50 indica espansione, mentre al di sotto di quella soglia indica contrazione. In contrazione anche lo stesso indice, ma relativo ai servizi, anche se si mantiene nella zona di crescita. Il Pmi del settore dei servizi ha infatti registrato a gennaio un dato di 53,7, contro il 54,1 di dicembre. A gennaio normalmente questi indici sono bassi per l’approssimarsi del capodanno cinese, che blocca tutte le attività.

La notizia arriva all’indomani delle previsioni della banca d’investimenti JPMorgan sull’economia cinese: per gli analisti manterrà una crescita stabile nel 2015, sostenuta dall’aumento dei consumi e del settore dei servizi. “Siamo ancora ottimisti circa le prospettive economiche della Cina nel 2015”, ha detto Jing Ulrich, amministratore delegato e vice presidente del ramo Asia-Pacifico della banca, secondo il quale le riforme sono un fattore significativo per l’economia.

I dati di oggi aumentano però la preoccupazione globale sull’andamento del colosso asiatico, che sta vivendo una fase di transizione con le autorità impegnate a pilotare l’economia verso una stabilizzazione, che abbandoni i tassi di crescita incredibili del passato e che permetta alla popolazione di aumentare i consumi interni e migliorare gli stili di vita.

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