La spesa pubblica e l’eterno mistero di sprechi e spending review

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soldi(di Fausta Chiesa, try Corriere) Confcommercio: «Ci sono 23 miliardi di spese locali in eccesso». Gutgeld: «La spesa italiana è tra le più basse d’Europa». E annuncia tagli non lineari. Gli sprechi della spesa pubblica e le possibilità della spending review? Gli anni passano e il mistero resta. Oggi è Confcommercio a dire che ci sono 23 miliardi di spese locali in «eccesso», rx ma subito ha risposto il commissario attuale (che ha preso il posto di Carlo Cottarelli, che a sua volta aveva seguito le orme di tanti predecessori, da Piero Giarda a Mario Canzio a Enrico Bondi) alla spending review, Yoram Gutgeld.

I calcoli di Confcommercio
Rispetto a una spesa complessiva di 176, 4 miliardi – sostiene Confcommercio – per ottenere gli attuali beni e servizi pubblici sarebbe possibile un risparmio teorico di 74,1 miliardi e, reinvestendo 51,2 miliardi, si potrebbe comunque ottenere un risparmio di 23 miliardi, dice un calcolo della Confcommercio, su dati relativi al 2012, che ha presentato i risultati stamattina in occasione del convegno «Meno tasse, meno spesa. Binomio della ripresa». La spesa pubblica locale pro capite in Italia è di 2.963 euro. Una media di 2,993 pro capite per il Centro-Nord e 2.906 per il Centro-Sud. Mediamente, nel Sud si potrebbero risparmiare 1.859 euro a testa per ottenere la stessa quantità e qualità di servizi pubblici attuali, se solo i costi fossero quelli della Lombardia e non quelli effettivamente sostenuti.

La replica di Gutgeld
La spesa per il funzionamento della macchina statale, in Italia, ammonta a 350 miliardi di euro (a fronte dei 650 miliardi di quella francese) ed «è, con quella spagnola, tra le più basse d’Europa», ha detto il commissario della spending review, Yoram Gutgeld, durante il convegno. «Stiamo riducendo la spesa in modo piuttosto incisivo» e «continuiamo in un percorso di riduzione», con un «approccio pluriennale, che avrà impatto crescente nel tempo». Gutgeld ha ricordato che nel 2015 «la nostra spesa per gli stipendi e la Pa è 4-5 miliardi più bassa, un risultato che nessun altro ha raggiunto in Europa». Il commissario ha poi assicurato che «questo percorso verrà portato avanti con un approccio un po’ diverso: non con tagli lineari, ma attraverso un intervento pluriennale che renda la nostra spesa più efficiente». «Da domani», ha ricordato Gutgeld, «parte il processo di concentrazione delle centrali di acquisto: dal primo gennaio 2016 gli acquisti passeranno attraverso 30 soggetti contro le decine di migliaia di stazioni appaltanti di oggi, questo è un cambiamento enorme».

Per il Codacons un «totale fallimento»
A sostegno dell’analisi di Confcommercio è intervenuto il Codacons, secondo cui lo studio certifica come la spending review in Italia sia stata «un totale fallimento». «Ci chiediamo che fine abbiano fatto i tanti rapporti sulla spending review redatti negli ultimi anni», dice il presidente Carlo Rienzi, convinto che «si trattava di annunci promozionali senza seguito». E così i cittadini, conclude, sono «costretti a subire una tassazione iniqua e crescente allo scopo di finanziare non servizi efficienti, ma gli immensi sprechi della Pa.