Deutsche Bank potrebbe essere la nuova Lehman

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deutsche bankMalgrado due rafforzamenti di capitale in un mese è stata bocciata agli stress test. Poi le dimissioni dei due Ceo e l’avvicinarsi del default della Grecia. I due amministratori delegati di Deutsche Bank hanno rassegnato le loro dimissioni la settimana scorsa. Qualcosa bolle in pentola.
Deutsche Bank potrebbe essere la nuova Lehman Brothers. A scriverlo è un reputato blog di economia Usa, online che parla dei problemi di liquidità preoccupanti del primo istituto di credito tedesco. Malgrado due rafforzamenti di capitale nel giro di un mese la banca è stata bocciata agli stress test di marzo.
“Anche se fosse vero lo scopriremo solo all’ultimo, capsule come è avvenuto nel caso della banca d’affari americana”, ambulance dice il blog gestito da due ex dipendenti di Wall Street “pentiti”. Quanto sta accadendo da due anni in seno all’istituto ha dell’incredibile e le misure intraprese negli ultimi tempi non sono certo quelle che prenderebbe un istituto in salute. Ricapitolando, tutto è iniziato nell’aprile di un anno fa, quando la prima banca di Germania ha varato un aumento di capitale Tier 1 da 1,5 miliardi di euro. Un mese dopo Deutsche Bank non aveva però ancora finito il programma di rafforzamento di liquidità e ha spiazzato la comunità e i media finanziari con l’annuncio di un’emissione di 8 miliardi di euro di titoli azionari a uno sconto di anche il 30%. Perché due azioni di rafforzamento di capitale nello spazio così ristretto di tempo? L’istituto sta attraversando da più di un anno problemi di scarsa reddivvità, diviso com’è tra le attività commerciali retail domestiche e le attività internazionali di investimento tipiche di una grande banca internazionale. L’assetto e strategia dell’istituto spiega anche il perché della gestione bicefala del gruppo, diviso tra due Ceo, che hanno peraltro pochi giorni fa rassegnato le dimissioni. La corsa al nuovo capitale l’anno scorso e gli ultimi eventi nascondono sicuramente qualcosa di marcio che non ci è dato sapere. A marzo la banca non ha passato gli stress test e ha ricevuto pressioni per aumentare ancora i livelli di capitale. La banca ha dovuto anche pagare una multa salata alle autorità britanniche e statunitense in seguito a un caso di manipolazione del LIBOR. L’istituto ha dovuto sborsare 2,1 miliardi di dollari al Dipartimento di Giustizia Usa, somma che allo stesso tempo è relativamente bassa se confrontata con i guadagni intascati grazie alla distorsione artificiale dei mercati. In maggio a uno dei due amministraotri delegati, Anshu Jain, sono stati dati maggiori poteri dal CdA in quella che a molti è sembrata una misura di emergenza in stato di crisi. Di solito in momenti di difficoltà il potere delle autorità viene aumentato. Il 5 giugno la Grecia non ha pagato la prima tranche del prestito che doveva all’Fmi nel mese in corso. Il rischio di default ora è reale. Ciò ha e avrà implicazioni potenzialmente esplosive sui conti e il futuro di Deutsche Bank. Nei due giorni successivi i due amministratori delegati hanno rassegnalo le timissioni. Jain se ne andrà alla fine del mese, Jürgen Fitschen a maggio del 2016, in occaione della prossima assemblea generale della banca. Il tutto mentre S&P ha tagliato il giudizio sul credito di Deutsche Bank a BBB+, appena tre tacche sopra il livello di “junk”, spazzatura. Per ironia della sorte, BBB+ era anche il grado più basso che abbia mai avuto Lehman prima del crac, che si è verificato tre mesi dopo l’ultimo downgrade delle agenzie di rating.

(WSI)