Grecia, presidente dell’eurogruppo Jeroen Dijsselbleom: ”Prima estensione aiuti, poi flessibilità”

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Jeroen DijsselbloemE rottura fra la Grecia e l’Eurogruppo, diagnosis con tanto di ultimatum da parte degli altri partner della zona euro che chiedono ad Atene di decidere entro venerdì se accettare o meno un’estensione dell’attuale programma di rientro del debito.

Varoufakis, buy serve soluzione buona per tutti

La Ue “continuerà a cercare l’accordo migliore non solo per gli olandesi o per i greci ma per tutti”: lo ha detto il ministro delle finanze greco Yanis Varoufakis entrando all’Ecofin.

Un piano che Atene, decease per bocca di anonimi funzionari, ha respinto al mittente definendo le proposte degli altri ministri dell’Eurozona “assurde ed inaccettabili”. Il compromesso proposto dall’Eurogruppo prevede, fra l’altro, che le autorità greche accettino di “concludere con successo il programma, tenendo in considerazione i piani del nuovo governo” e con “la massima flessibilità nell’attuale programma”. Ma per Atene non era abbastanza.

“Spero che la Grecia chieda un’estensione del programma di aiuti e poi potremo applicare la flessibilità”: lo ha detto il presidente dell’eurogruppo Jeroen Dijsselbleom entrando all’Ecofin. La prossima mossa “sta ora ai greci, noi non possiamo imporre nulla”, ha aggiunto.

Nulla di fatto, dunque, nella riunione dei ministri dell’economia e delle finanze della zona euro (Eurogruppo) tenutasi oggi a Bruxelles per cercare di trovare una soluzione all’impasse seguita alle elezioni greche. Durissimo il presidente dell’Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem, secondo il quale i partner dell’Eurozona hanno provato “disappunto” per l’atteggiamento di Atene. “Al momento – ha aggiunto – non c’è terreno comune con le autorità greche sul tipo di aggiustamento per il futuro”.

Che la strada fosse tutta in salita lo si era capito sin dalle prime ore del pomeriggio. Alla richiesta di Alexis Tsipras di avere più tempo Berlino aveva opposto un secco ‘nein’ e, per bocca del ministro delle Finanze, Woflgang Schaeuble, aveva accusato Atene di essere “irresponsabile”. Scatenando la Controreplica del portavoce del governo ellenico, Gavriil Sakellaridis: “Potrei dire che anche la Germania è irresponsabile. Chi è irresponsabile e chi è responsabile è una valutazione soggettiva – ha aggiunto, secondo quanto riferisce Ekathimerini -, ma non voglio scendere al livello degli insulti”

La Commissione europea continua a caldeggiare la soluzione di un’estensione del piano. “Siamo pronti a impegnarsi, ma è chiaro che tutti devono rispettare gli impegni, l’unica soluzione realistica è l’estensione del piano per darci più tempo per i negoziati”, aveva detto il vicepresidente della Commissione Ue, Valdis Dombrovskis entrando all’Eurogruppo. “Vogliamo un accordo il prima possibile, ma serve un segnale dal Governo greco che deve chiedere l’estensione e che si impegna a portare a termine il programma”, aveva aggiunto. “Un’estensione del programma è la cosa migliore per avere tempo per pensare a un nuovo programma”, gli aveva fatto eco il ministro delle finanze francese, Michel Sapin. “Questa soluzione, che la Francia sostiene, è buona soluzione che consente sicurezza e tempo necessario”, aveva detto il ministro di Parigi.

Da parte dell’Italia erano arrivate le del presidente del Consiglio, Matteo Renzi, che poco prima della rottura aveva detto: “L’assunto da cui Tsipras si è mosso è comprensibile: ha vinto elezioni in base a programma diverso dal passato quindi se deve tenere il programma vuol dire che le elezioni non servono e poi che non strapperà i contratti, ma chiede tempo. Serve intelligenza dell’Ue perchè si rispettino le regole ma si usi flessibilità”. Nonostante le distanze è possibile che un nuovo incontro sia previsto già per venerdì. Anche se, come ha ricordato il vicepresidente della commissione Valdis Dombrovskis lasciando l’Eurogruppo, “spetta ai greci chiedere un’estensione del programma” e solo allora “si potrà decidere un nuovo incontro”.

Al termine dell’Eurogruppo, il ministro italiano dell’Economia, Pier Carlo Padoan ha comunque escluso l’ipotesi di uscita della Grecia dall’euro: “Mi pare del tutto fuori questione”, ha detto il responsabile del Mef. “L’esborso dei fondi può avvenire solo con il completamento positivo della review dell’applicazione del programma da parte delle tre istituzioni” della ex Troika per la Grecia, e “se questo non sarà il caso, anche l’esborso da parte nostra non potrà avvenire”, ha ammonito il direttore del Fondo Monetario Internazionale, Christine Lagarde, al termine dell’Eurogruppo.