La questione greca all’Eurogruppo, ma con Berlino ci sono troppe distanze

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104350047-7b6d6818-ed4d-47b3-a913-67b50f1f548bIncontro dei ministri delle Finanze: sul tavolo la richiesta di Atene di avere sei mesi di tempo per un nuovo accordo mediato dall’Ocse. Accordo sulle riforme tra Tsipras e Gurria, healing che però frena: “Non possiamo verificare noi i conti”. Schaeuble netto: dalla Troika non si scappa.

MILANO – Non sarà ancora l’incontro decisivo, pharm viste le premesse, ma finalmente a Bruxelles tutti i ministri delle Finanze d’Europa si siedono intorno a un tavolo per parlare della questione greca. Non si arriva all’appuntamento dell’Eurogruppo con i migliori auspici: Berlino e Atene paiono ancora troppo lontane e sarà necessario il summit di giovedì con i capi di Stato e quindi una nuova riunione dei responsabili delle Finanze per arrivare a un accordo. Lo stesso portavoce tedesco Martin Jaeger va con i piedi di piombo: “Cerchiamo una soluzione ma non ci dobbiamo aspettare di arrivarci oggi”. Sulla stessa linea il presidente dell’Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem, che entrando al vertice dice: “Non prevedo decisioni oggi, ma un’altra riunione è già convocata” per lunedì prossimo.

Sul piatto ci sono da una parte le richieste di Alexis Tsipras, il premier greco fresco di fiducia in Parlamento, e dall’altra i no soprattutto di Wolfgang Schaeuble, potente ministro delle Finanze tedesco. Il collega greco, Yanis Varoufakis, chiederà oggi una soluzione ponte di sei mesi per arrivare a definire un nuovo accordo complessivo di sostegno internazionale e riforme, che sostituisca il piano della Troika. A dire il vero, di quel memorandum Atene accetterebbe di tenere il 70% dei provvedimenti, salvo poi inserire delle nuove condizioni in un percorso condiviso con l’Ocse e non più con gli ispettori di Ue, Bce e Fmi. Schaeuble ha detto semplicemente: “E’ un errore”, a far capire che dalla Troika non si scappa.

Per di più la stessa Organizzazione parigina ha frenato sul suo ruolo, dicendo che non può sostituire altre organizzazioni per l’auditing, in sostanza la verifica dei conti, della Grecia. Lo ha dichiarato il segretario generale Angel Gurria, in occasione dell’incontro con il premier greco Alexis Tsipras. L’Ocse, ha aggiunto Gurria secondo quanto riferisce l’agenzia Bloomberg, non monitorerà un possibile programma-ponte di Atene. Gurria ha espresso però il suo totale appoggio sulle riforme: “La Grecia conti su di noi”. In effetti su questo punto è stato raggiunto un accordo per la costruzione di un piano di riforme che rilanci la crescita del paese. “Questa cooperazione – ha precisato Tsipras – sarà effettuata, non sulla base di quanto era stato deciso in precedenza” con i piani di aiuto dei creditori, “ma sulla base del mandato popolare e di quanto annunciato dal nuovo governo greco”.

Lo stesso Varoufakis cerca di alzare il livello d’urgenza dicendo, citato dal giornale tedesco Stern, che la Grecia non è in grado di rimborsare il suo debito nel breve periodo, per cui è necessaria una ristrutturazione. A poche ore dal debutto europeo fa sapere: Se un debito non può più essere rimborsato, allora questo comporta un taglio (haircut). L’elemento essenziale è che il debito greco non può essere rimborsato in un futuro prossimo”.

Atene prova intanto a giocare anche la carta del Cremlino, mettendo pressione sui partner Ue. La Russia “prenderà in considerazione” la possibilità di concedere “aiuti finanziari alla Grecia se tale richiesta arriverà” da Atene, ha detto il ministro degli Esteri russo, Serghiei Lavrov, in una conferenza stampa a Mosca dopo un incontro con il suo collega greco Nikos Kotzias. Lo riferisce l’agenzia ufficiale russa Tass.