Mps e Carige ancora in affanno. Intesa e Unicredit si chiamano fuori

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bancaIl titolo della banca senese ha perso il 35% circa del suo valore dalla pubblicazione degli stress test: capitalizzazione dimezzata dall’estate, recipe quando chiuse l’aumento da 5 miliardi. Messina, find Bazoli, Guzzetti: tutta la prima linea della Ca’ de Sass esclude un’aggregazione. Anche Ghizzoni chiama fuori Unicredit. Moody’s e S&P pronte a tagliare il rating, anche su Carige. Entrambe le azioni sospese

Il Monte dei Paschi e Carige soffrono ancora a Piazza Affari, dove passano ripetutamente in periodi di sospensione. Per la banca senese (il titolo), l’andamento di Borsa è stato negativo di circa il 35% dallo scorso lunedì, all’indomani della pubblicazione degli stress test. Ora la banca più antica al mondo vale intorno a 3,5 miliardi di euro, la metà dei 7,5 miliardi che toccava a luglio, quando condusse in porto un aumento di capitale da 5 miliardi.

Al management senese manca ancora una decina di giorni (2 settimane complessive dalla pubblicazione dei risultati della revisione sulle banche da parte della Bce) per presentare all’Eurotower il piano per reperire 2,1 miliardi di capitali entro nove mesi. Alessandro Profumo ha già fatto capire che ormai l’indipendenza della banca è da considerarsi un paletto da dimenticare e – come si legge su Repubblica in edicola – sarebbero stati fatti dei sondaggi presso altri istituti. L’attenzione di via Nazionale si è concentrata su Intesa Sanpaolo, che però vuole restare fuori da questo risiko.

Lo ha ribadito anche l’amministratore delegato di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, che ha espresso il “no categorico” della Ca’ de Sass a un possibile intervento in Monte dei Paschi. Entrando alla cerimonia per giornata del risparmio, ha chiarito: “Non è immaginabile in nessun modo. Intesa Sanpaolo ha un suo piano di impresa ed è il titolo bancario che è cresciuto di più nell’ultimo anno”. Messina ha poi sottolineato che i settori di crescita per intesa previsti dal piano riguardano il private banking, l’asset management e le assicurazioni. Sull’ipotesi di distribuzione agli azionisti del capitale in eccesso attraverso un extra dividendo, il manager ha ricordato che intesa ha già un programma di distribuzione dei dividendi ordinari nei quattro anni di piano di 10 miliardi e ha poi aggiunto che solo nel 2016 valuterà l’eventuale distribuzione agli azionisti del capitale in eccesso rimanente.

Il ‘niet’ è arrivato da tutti i banchieri che gravitano intorno all’istituto dell’asse Milano-Torino. Il presidente del consiglio di sorveglianza, Giovanni Bazoli, ha detto senza mezzi termini: “Non siamo interessati ad acquisire una banca in ambito domestico”. E anche il grande azionista Giuseppe Guzzetti, numero uno della Fondazione Cariplo, ha escluso il coinvolgimento: “Non possiamo metterci in altre iniziative. Abbiamo investito in Intesa Sanpaolo e siamo soddisfatti”. Nell’elenco di chi si chiama fuori da possibili interventi entra anche Federico Ghizzoni, ad di Unicredit.

Venendo a Carige, l’altra banca bocciata agli stress test, anch’essa continua a soffrire in Borsa con un andamento molto pesante (il titolo). Se ieri è stata Moody’s a mettere in credit watch negativo sia la banca ligure che quella toscana, oggi è la volta di Standard&Poor’s, che potrebbe tagliare il rating dell’istituto di Genova. L’agenzia ha messo il rating a lungo termine ‘B-‘ della banca Carige in CreditWatch negativo, preparandosi a tagliarlo nel giro di due mesi se non coprirà lo shortfall denunciato dagli stress test della Bce. “Abbiamo messo il rating ‘B-‘ in CreditWatch negativo per riflettere i rischi che prevediamo nell’applicazione delle annunciate misure di aumento del capitale nei prossimi mesi”.

La Repubblica

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