Editori tedeschi, inchino a Google

Axel Springer
Share

Axel SpringerResa momentanea, ma Axel Springer & co. daranno ancora battaglia sul diritto d’autore. Ricavi a rischio: i giornali concedono gli estratti delle news. Una resa momentanea: gli editori tedeschi daranno il proprio «libero consenso» a Google per la pubblicazione gratuita nei servizi di ricerca del motore (Google news in particolare) degli estratti e delle foto dei propri articoli, sickness i cosiddetti snippet. Ad aver fatto questa mossa la Vg Media, il consorzio per la gestione collettiva dei diritti che rappresenta 230 siti di editori tedeschi fra i quali anche la Axel Springer guidata da Mathias Döpfner e Burda, che da tempo chiede un compenso da parte di Google per l’utilizzo degli estratti dei pezzi online. Non si tratta comunque di una resa definitiva, dal momento che gli editori continueranno la propria battaglia presso il tribunale dei brevetti e dei marchi, dove cercano di far rispettare il diritto d’autore «ancillare» teso a coprire gli snippet, mentre contemporaneamente stanno cercando di ottenere la protezione dell’antitrust, considerato anche «il travolgente potere di mercato» del motore di ricerca. Proprio questa situazione, hanno spiegato gli editori di Vg Media in una nota, ha portato alla decisione «forzata» di dare il consenso temporaneo e revocabile: Google ha una quota di mercato talmente alta nelle ricerche che non apparire nei suoi risultati significa perdere sicuramente una parte di click e quindi di utenti. «Vg Media si è inchinata solo perché il potere di mercato di Google è superiore al 90%», hanno sottolineato gli editori. «La perdita di ricavi, che potrebbe portare a ulteriori fallimenti, ha minacciato gli editori»  Ma come mai la Vg Media si è affrettata a prendere questa decisione ora? A inizio del mese la società di Mountain View aveva comunicato agli editori del consorzio che avrebbe eliminato i loro snippet da tutti i servizi, lasciando soltanto il titolo dell’articolo con il link, questo in risposta alle richieste di compenso, ritenute ingiustificate. Lo stop sarebbe dovuto scattare il 9 ottobre, poi rinviato su richiesta degli editori al 23 ottobre, ieri, appunto. Alla vigilia del cambiamento, però, gli editori hanno deciso di dare la liberatoria, non prima di aver proposto un cessate il fuoco, di fatto rigettato da Google. «La riduzione del testo presentato e l’eliminazione delle immagini su tutti i servizi di ricerca di Google», si legge ancora nella nota, «rappresenta una sostanziale pressione economica verso gli editori. È chiaro che questo li ha portati, contro la loro volontà, a ordinare a Vg Media di dare il libero consenso».

 di Andrea Secchi

 

Share
Share