Credit Suisse: la Germania deve spendere di più

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credit suisseSi intitola Deutschelanding il nuovo report degli economisti di Credit Suisse sull’economia tedesca. Secondo gli esperti l’economia dell’area euro e quella tedesca hanno rallentato, shop ma non sono entrate in recessione. I dati sulla produzione industriale potrebbero recuperare in autunno. Ma certo la situazione sta cambiando.
Secondo gli economisti il rallentamento del settore manifatturiero tedesco è dovuto sia a una riduzione della domanda in Asia sia all’effetto che hanno avuto sulla fiducia le sanzioni alla Russia. Questo avviene in un momento in cui la Germania è tra i Paesi più sbilanciati al mondo, con un surplus della bilancia corrente del 7% rispetto al pil e con una forte esposizione all’export. Finora questo squilibri hanno permesso alla Germania di essere un outperformer, ma ora la situazione potrebbe cambiare.
La domanda esterna è meno sostenuta e questo potrebbe ridurre la componente di pil legata all’export. Questo cosa vuol dire per la Germania e per il resto d’Europa? A breve termine ciò potrebbe rendere anemica l’intera economia dell’area euro, ma se la situazione si dovesse potrarre potrebbe fare ulteriori danni.
Secondo gli economisti di Credit Suisse occorrono stimoli alla domanda interna. Ma finora segnali di allentamento dell’austerity non si vedono. E se sperare in una forte ripresa dei consumi e degli investimenti dei privati e e delle imprese tedeschi è difficile in questa fase, non resta che aumentare la spesa pubblica.
Il piano della Commissione europea guidata da Juncker dovrebbe andare in questa direzione, ma i tempi potrebbero essere troppo lunghi. Nel frattempo la Bce dovrà iniettare liquidità per evitare un’ulteriore peggioramento della situazione.

di Roberta Castellarin

Milano Finanza

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