Société Générale, chi può salire fino al 30%

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Société GénéraleLe borse europee sono entrate in una fase difficile, buy a causa dei dati deludenti sull’economia di Eurolandia, che hanno evidenziato anche il rallentamento della Germania. Con un tipico approccio di stockpicking gli analisti di Société Générale hanno individuato cinque titoli che hanno un potenziale di rialzo fino al 30%.
1)Capgemini. Intorno al 14%. E’ l’upside potenziale del gruppo francese, ed in vista di un target price a 12 mesi di 63 euro, contro una quotazione recente di 55,4 euro. Sul listino di Parigi, dove capitalizza 8,84 miliardi di euro (superiore a un valore d’impresa 2014 di 7,83 miliardi) in un anno ha registrato una performance del 23,6%. Il tratta 15,2 volte gli utili stimati nel 2015, a fronte di un rapporto ev/ebit (valore d’impresa/reddito operativo netto) in calo da 9,5 nel 2014 a 7,9 nel 2015. Il dividend yield è invece 2,2% nel 2014 e 2,4% nel 2015. Confermato il rating buy, perché Capgemini viene scambiata a sconto rispetto ai competitor europei ed americani. I risultati del secondo semestre dovrebbero inoltre essere superiori al consensus di mercato.
2)Enel. Alla blue chip italiana, che capitalizza 38,2 miliardi di euro contro un valore d’impresa (calcolato sommando l’indebitamento netto o sottraendo la liquidità) di 77,2 miliardi, è stato assegnato il target price di 4,80, che implica un potenziale dalle quotazioni recenti del 18%, a cui si aggiunge un rendimento della cedola del 3,4%. Entro fine anno Enel dovrebbe ridurre la quota che detiene in Endesa dal 92% al 70% almeno. Ai valori attuali dovrebbe incassare cash 4 miliardi di euro, a cui si aggiungono 13,7 miliardi di dividendi speciali. I fattori che dovrebbero sostenere il titolo sono il nuovo piano strategico di Endesa (a ottobre?), il collocamento delle azioni Endesa (entro fine anno?), la cessione degli asset internazionali (prima di dicembre?) e il nuovo piano strategico di Enel, probabilmente nel marzo 2015. A piazza Affari Enel tratta 12,7 volte gli utili stimati nel 2015, a fronte di un rapporto ev/ebit in leggero aumento da 8,2 nel 2014 a 8,4 nel 2015. Negli ultimi 12 mesi la performance borsistica è stata del 43,7%.
3)Endesa. La utility elettrica spagnola, che capitalizza 31,7 miliardi di euro, a fronte di un valore d’impresa di 42,6 miliardi, merita un target price di 33,8 euro, del 12% superiore al prezzo attuale, mentre il dividend yield 2014 è 3,5%. Il titolo tratta 16,7 volte gli utili stimati nel 2015, a fronte di un rapporto ev/ebit che passa da 11 nel 2014 a 9,2 nel 2015. Il processo di riorganizzazione di Enel porterà probabilmente alla Nuova Endesa, che avrà un maggiore flottante (25-30% contro l’8% attuale), un incrementato focus sulla Spagna, un più elevato free cash flow (fcf), che lascia spazio alla crescita della cedola. Infine l’utile per azione (eps) ha un potenziale di rialzo del 25%. Il titolo ha realizzato negli ultimi 12 mesi una performance del 57%.
4)Amec. La mid cap inglese, che opera nel settore dei servizi e degli impianti per l’industria petrolifera, capitalizza 3,2 miliardi di euro, a fronte di un valore d’impresa di 2,9. Il titolo, che sul listino di Londra ha lasciato sul terreno nell’ultimo anno il 2,3%, merita secondo gli esperti un target price di 1.417 pence, del 32% superiore al prezzo attuale di 1.066 pence, grazie ai solidi fondamentali e alle sinergie quantificate in 75 milioni di dollari, che potrà sfruttare accentrando le funzioni principali (direzione, amministrazione, controllo, ecc..). Il titolo presenta inoltre multipli interessanti, con un p/e di 12 e un rapporto ev/ebit intorno a 8 nel 2015. I risultati semestrali saranno comunicati il 18 novembre.
5)Alten. Alla società IT francese, che capitalizza 1,1 miliardi di euro, in linea con il valore d’impresa, è stato assegnato un target price di 42 euro, che implica un potenziale dalle quotazioni attuali del 23,5%, perché il turnaround di acquisizioni è più importante che in passato e destinato a migliorane le prospettive. Il titolo, che negli ultimi 12 mesi è salito sulla borsa di Parigi del 13,9%, tratta 11,8 volte gli utili stimati nel 2015, a fronte di un rapporto ev/ebit che passa da 8,2 nel 2014 a 7 nel 2015, mentre il rendimento della cedola è 2,9%.

di Ester Corvi

Milano Finanza

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