Discovery a caccia del tasto 9

benedetta parodi
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benedetta parodiPronto a fare shopping per la numerazione sul telecomando

È una questione che tormenta da mesi i vertici di Discovery Italia: se i canali televisivi Real Time e Dmax fanno così tanti ascolti nonostante una numerazione lcn non proprio eccellente, medical ai tasti 31 e 52 del digitale terrestre, remedy cosa potrebbe succedere conquistando posizioni più favorevoli? Per questo la nuova stagione autunnale del gruppo tv ha, tra i suoi obiettivi, anche quello di trovare una soluzione al dilemma.
O sbarcare al 9 del dtt al posto di Deejay tv (ma qui ci sono una serie di paletti: la «vendibilità» della posizione 9, i requisiti di storicità previsti per ottenere quella numerazione, il fatto che il 9 potrebbe essere riassegnato a una tv locale), o al 19 nel caso la nuova numerazione liberi quella posizione per una rete nazionale generalista (vedere articolo di ItaliaOggi del 9 settembre 2014).
Oppure fare shopping degli lcn occupati ora da editori potenzialmente interessati a monetizzare quella posizione: per esempio, da Rete Capri (20 del dtt, ma con le stesse problematicità del 9 per quanto riguarda la vendibilità e i requisiti di storicità), o da Tv 2000 della Cei (28 del dtt).
Il fatto è che, per esempio, venerdì scorso il programma Bake Off, un talent culinario condotto da Benedetta Parodi in prime time, ha raggiunto il 6,1% di share con una serata evento trasmessa in contemporanea su Real Time, Dmax, Giallo, Focus, K2 e Frisbee con 3,4 mln di contatti netti su tutte le reti in chiaro di Discovery. Il solo Real Time ha toccato il 4,1% medio, settimo canale nazionale sul totale individui. Bake Off, venerdì, è stato anche il programma tv più commentato sui social. Tutto ciò con un canale al 31 del dtt. E considerando le pigre abitudini del telespettatore italiano, che, anche nel nuovo mondo digitale, fa comunque fatica ad allontanarsi dai primi nove tasti del telecomando, la voglia di Discovery di trasportare Real Time o Dmax in lidi più trafficati è sempre più alta.
Al netto della giungla di leggi e regolamenti, il tasto 9 del telecomando sarebbe quello più appetito: appartiene al gruppo Espresso, che, con All Music-Deejay tv, ha sempre e solo perso dei soldi e potrebbe anche pensare di disfarsene. I conti sono in peggioramento, e All Music spa, tra il 2010 e il 2013, ha accumulato un rosso di 17,5 milioni di euro (-5,5 mln nel 2013), cui vanno sommati gli altri milioni di rosso del 2014. In realtà il gruppo guidato da Carlo De Benedetti ha scelto una nuova strada per valorizzare i suoi investimenti televisivi: ha creato con Telecom Italia la società Persidera, controllata al 70% da Timb della stessa Telecom (che ha conferito due Mux e ne ha dato in gestione uno), e al 30% dall’Espresso (che ha conferito due Mux). Persidera, da fine luglio, è in vendita e costa circa 500 milioni di euro: si cercano nuovi soci, e magari Discovery Italia potrebbe decidere di fare il suo ingresso nel business delle frequenze tv dalla porta principale. Certo, dopo l’acquisto di Switchover Media (oltre 100 mln per Giallo, Focus, K2 e Frisbee), e quello, a livello internazionale, di Eurosport che avrà sicuri impatti anche sul mercato italiano, per Discovery si tratterebbe di una ulteriore piccola rivoluzione. Ma il gruppo, che in agosto ha toccato il 7,4% di share medio e il 10% sul target commerciale, non nasconde le sue intenzioni di voler investire ancora nella Penisola e consolidarsi come terzo-quarto editore televisivo (ricavi pubblicitari vicini ai 160 mln a fine 2014).
Ci sarebbe, poi, il 20 di Rete Capri, una tv che, va detto, ha avuto una numerazione da tv generalista nazionale storica che premia fin troppo la qualità non proprio sopraffina del palinsesto che propone. Fattura circa 2 milioni di euro all’anno, e l’ultimo bilancio pubblico disponibile della casa editrice Television Broadcasting system è del lontano esercizio 2011. C’è poi il 28 di Tv 2000, canale controllato dalla Conferenza episcopale italiana. Potrebbe essere una posizione perfetta per Dmax, avvicinando così il canale maschile di Discovery a quello prevalentemente femminile (Real Time al 31). Bisogna vedere se il socio di riferimento di Rete Blu spa (nel 2012 i ricavi sono stati di 9 mln di euro), che controlla sia Tv 2000 sia il network radiofonico cattolico InBlu, ha ancora voglia di finanziare così tanto le operazioni della azienda: in ogni esercizio di Rete Blu spa, infatti, i costi della produzione sono maggiori del valore della produzione per importi dai 20 ai 30 milioni di euro. E in ogni esercizio il socio di riferimento rinuncia a crediti finanziari, e li trasforma in versamenti a fondo perduto, per importi tra i 20 e i 30 milioni di euro. Potrebbe quindi esserci un interesse a cedere, dietro offerte da far girare la testa, la posizione 28 e ritirarsi in numerazioni più di retrovia dove il pubblico di fedeli verrebbe comunque a cercare la tv guidata da Paolo Ruffini e Alessandro Sortino.

Italia Oggi

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