Eni, entro 15 settembre nuovo tavolo su Gela e Marghera

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eniIl negoziato con il sindacato per quanto riguarda gli impegni assunti da Eni a fine luglio per Gela e Porto Marghera è in corso e il Ministero dello Sviluppo economico continuerà a monitorare le trattative tra le parti. E’ quanto ha assicurato oggi il ministro dello Sviluppo economico, Federica Guidi.
Rispondendo nell’Aula della Camera a un’interrogazione del Pd, doctor il ministro ha annunciato che entro il prossimo 15 settembre è previsto un nuovo tavolo di confronto al Ministero dedicato al rispetto degli impegni assunti dal gruppo in favore, tra l’altro, della riconversione dei siti critici italiani e per lo sviluppo della chimica verde. “Il nostro obiettivo è quello di raggiungere al più presto un accordo di programma con Eni per dare stabilità di lungo periodo al sito produttivo siciliano”, ha precisato Federica Guidi. Stessa cosa per Porto Marghera dove “il negoziato con il sindacato è in corso”.
Nel verbale di luglio Eni, pur rappresentando il peggioramento dello scenario della raffinazione, aveva predisposto e illustrato un nuovo piano industriale per il rilancio e la riorganizzazione del sito di Gela (previsti investimenti per 2,2 miliardi di euro), confermava la realizzazione degli investimenti relativi alla seconda fase del progetto di riconversione della Green refinery di Porto Marghera e ribadiva la strategicità dell’impianto craking Versalis di Porto Marghera.
Secondo il vicepresidente dei deputati del Pd, Andrea Martella, questo confronto deve andare avanti e definire un futuro certo per questo settore industriale e per i suoi lavoratori. “Se l’Italia vuole essere un grande Paese, non può ridimensionare la chimica e la raffinazione e prevedere per Eni solo l’attività di estrazione all’estero, così come, più in generale, lo Stato deve mantenere la sua partecipazione azionaria al capitale sociale del gruppo petrolifero (il Ministero dell’economia detiene il 3,934% di Eni e la Cdp il 26,369%, ndr): se questo vale per la siderurgia, come ha detto giustamente il presidente del Consiglio Renzi qualche giorno da, deve valere anche per il settore petrolifero”, ha affermato Martella.
A Piazza Affari al momento il titolo Eni scende dello 0,47% a 19,06 euro con il Brent sui minimi degli ultimi 18 mesi a 98,50 dollari il barile a causa del superdollaro. E’ notizia sempre di oggi che il colosso oil ha acquistato nel periodo compreso tra l’1 e il 2 settembre scorsi 236.860 azioni proprie per un controvalore complessivo di 4.505.808,61 euro, nell’ambito dell’autorizzazione all’acquisto di azioni proprie deliberata dall’assemblea dell’8 maggio scorso. A seguito degli acquisti comunicati oggi, considerando le azioni proprie già in portafoglio, al 2 settembre il gruppo detiene 27.600.197 azioni proprie pari allo 0,76% del capitale sociale.

Milano Finanza

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