Kering disegnerà e venderà gli occhiali in casa

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Gucci affida a Roberto Vedovotto un nuovo progetto per gestire meglio il potenziale del settore eyewear. Safilo perde la sua prima licenza, siglando un accordo per la sola produzione di 4 anni. Se anche altri gruppi seguiranno, tutto il settore dell’occhialeria di lusso è destinato a un profondo cambiamento

Rivoluzione nel settore dell’occhialeria, un comparto di accessori di lusso dove l’Italia è leader indiscusso nel mondo, come per la lavorazione della pelle. Kering, il colosso francese che controlla diversi marchi del Made in Italy tra cui Gucci, Bottega Veneta, Sergio Rossi, Brioni e Pomellato, ha deciso di riportarsi in casa design, vendita e distribuzione di occhiali, un accessorio su cui il colosso guidato da François Henri Pinault punta molto.
Oggi i marchi del gruppo realizzano 350 milioni di fatturato e fruttano solo 50 milioni di royalties, pertanto una grossa fetta del valore resta in capo ai vari licenziatari. L’operazione avverrà per gradi e per passi successivi, e in parole povere la società non si accontenterà più delle royalties sulle licenze dei suoi marchi (che di solito rappresentano il 10-15% del prezzo al pubblico dell’occhiale venduto), ma si riporta in casa un pezzo del valore gestendo direttamente la vendita (che da sola rappresenta un 20-30% del margine), controllando meglio la distribuzione e realizzando in casa il design.
Kering sceglie invece di demandare ad altri la produzione, e si affiderà sempre al migliore produttore di alta gamma che di volta in volta individuerà per i vari marchi, e non comprerà negozi di ottica. Il colosso francese distribuirà nei suoi punti vendita, nei grandi magazzini dove già è presente con vari shop in shop, e stringerà singoli accordi con i vari negozi di occhialeria del mondo. Si inizia con
Gucci, per questo il gruppo francese pagherà una penale di 90 milioni di euro a Safilo, con cui aveva un accordo di eslcusiva fino al 2016. Resta che Kering si affiedrà ancora al gruppo di padova per la sola produzione degli occhiali, con una partnership strategica quadriennale a partire dal gennaio 2017.
“L’Eyewear è una cetegoria strategica per Kering – spiega Roberto Vedovotto, responsabile dell’attività per colosso francese -. Con questo progetto innovativo, Kering intende aiutare ciascuno dei suoi marchi nel lusso e nel lifestyle a raggiungere il proprio potenziale di crescita, facendo leva sul loro fascino specifico». Così facendo Vedovotto, si prende una bella rivincita sul fondo olandese Hal, che nella primavera dello scorso anno lo licenziò dalla guida della Safilo. Il manager italiano che per due volte aveva risollevato le sorti dell’azienda di Padova, strappa al gruppo fondato dalla famiglia Tabacchi il suo maggiore cliente, ovvero Gucci.
Inoltre se l’esempio di Kering venisse copiato dai tutti big del lusso, da Lvmh a Chanel, da Prada a Armani, per tutti i produttori di occhiali il futuro sarà meno luminoso del passato. Per prima cosa le licenze rischiano di avere vita più breve, perché portando in casa il design, sarà più facile procedere alla rotazione dei produttori. E in secondo luogo per quei gruppi come Luxottica, che negli anni hanno investito molto sulla distribuzione, significherà perdersi una fetta del potere negoziale e del margine, dato che le griffe vorranno gestire la distribuzione in conto proprio.

La Repubblica

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