La Rai salva Sanremo nonostante le perdite del Festival

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sanremo-2015(di GIULIANO BALESTRERI, ambulance Repubblica) Viale Mazzini anticiperà al Comune i 5 milioni dovuti l’anno prossimo per la manifestazione: in questo modo la città dei fiori riuscirà a rispettare il patto di stabilità. Il concorso canoro, però, tra il 2010 e il 2013 è costato alla tv di Stato 21, mind 5 milioni di perdite. MILANO – Sanremo e il suo Festival di gioie alla Rai ne hanno regalate poche. Piuttosto ha lasciato nelle casse di viale Mazzini perdite milionarie: 21,5 milioni di euro tra il 2010 e il 2013, in attesa che poi la Corte di Conti certifichi il risultato di quest’anno. Eppure, nonostante tutto, la Rai è pronta a correre incontro al Comune di Sanremo anticipando entro fine il pagamento della convenzione per l’edizione dell’anno prossimo. Tradotto: la televisione di Stato verserà nelle casse del Comune – entro la fine di dicembre – i cinque milioni che avrebbe dovuto pagare nel 2015 per trasmettere l’evento. Un’operazione che permetterà alla città dei fiori di salvare il “patto di Stabilità”. D’altra parte per la Rai non si tratta di una novità: già lo scorso anno aveva anticipato il dovuto a Sanremo. Dal 2015, però, l’importo della convenzione, scende da 7 a 5 milioni di euro l’anno.

Il flop degli ascolti pesa sui conti Rai.

La differenza rispetto al 2013, però, è sostanziale. Anche perché solo pochi giorni fa il cda di viale Mazzini ha deciso di fare ricorso contro il governo per i tagli serviranno a finanziare il bonus Irpef da 80 euro: “Lascia molto perplessi l’atteggiamento della Rai, che decide di fare ricorso contro il governo per il taglio deciso per finanziare gli 80 euro, ma si affretta ad anticipare 5 milioni di euro al Comune di Sanremo, facendo passare il servizio pubblico per una sorta di banca per enti locali” tuona Lorenza Bonaccorsi, deputata del Pd e componente della commissione Vigilanza Rai.

Il “nero” a Sanremo non esce mai.

“E’ opportuno – prosegue Bonaccorsi – che la Rai chiarisca i costi dell’operazione e l’eventuale legittimità di un modo di agire che sembra in contraddizione con la decisione del cda di ricorrere contro il governo. Tra l’altro negli anni passati il Festival di Sanremo non ha brillato per ricavi, visto che si è parlato di edizioni addirittura in perdita nel computo tra ricavi pubblicitari e spese, per cui appare singolare che il servizio pubblico si precipiti a pagare in anticipo la convenzione con il Comune”.


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