Renzi, l’Italia aperta alle multinazionali

matteo renzi
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matteo renzi“L’Italia deve continuare a essere attrattiva per le multinazionali non perché abbassiamo i salari”. E’ quanto ha affermato il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, durante il suo intervento in occasione dell’inaugurazione dello stabilimento della L’Oreal a Settimo Torinese. Il premier ha poi ricordato che il mercato interno soffre perché si è contratto e questo ha delle ripercussioni in tutti i settori.
“Dal 2012 si è verificata una contrazione dei consumi pazzesca e quindi molti settori soffrono. Questa sofferenza può essere affrontata aumentando il potere di acquisto” delle famiglie. “Gli 80 euro al mese decisi dal governo vanno in questa direzione”. 80 euro al mese, che magari “non saranno percepibili subito ma questo non significa che non impatteranno positivamente sui consumi, facendo passare la paura che questa sia stata solo un mancia elettorale. E’ chiaro che c’è un margine di spesa maggior e questo fenomeno nel medio periodo esprimerà la sua forza, quando passerà la paura che sia una mancia elettorale”, ha spiegato il premier.
Renzi ha poi ribadito la volontà del governo di ridurre le municipalizzate da 8 mila a mille, sottolineando che “se un’azienda serve si vede e se serve ai cittadini e al territorio la teniamo, altrimenti no. Dobbiamo essere capaci di riconoscere quando una municipalizzata serve e quando invece è solo un parcheggio per esperienze politiche che non servono più. Ottomila municipalizzate in Italia sono troppe”.
“L’Italia ha un futuro più grande del proprio passato”, ha poi aggiunto, “basta con questo clima di stanchezza, con questa litania del non ce la facciamo da parte di chi in questi anni non ne ha azzeccata una. Questi professionisti della tartina ci dicono che l’Italia è fallita, io non voglio raccontare barzellette, voglio dire che la strada è in salita e che bisogna lavorare come si sta facendo in tante aziende e questo di settimo ne è un esempio. Non dobbiamo essere un museo che ricorda quanto eravamo grandi, ma un posto in grado di innovare e di tornare a crescere”.

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