Senato, no all’allattamento in aula. Bocciato l’emendamento del M5S

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Il provvedimento dei Cinque Stelle è stato respinto con 87 sì e 111 no. La giunta per il regolamento aveva dato parere favorevole.

L’emendamento del M5S che consentiva di poter far entrare minori in Aula per «esigenze specifiche anche annesse all’allattamento dei figli» è stato respinto, a voto segreto, con 87 sì e 111 no. Il relatore alla riforma del regolamento del Senato Roberto Calderoli aveva dato invece parere favorevole.

In Senato, sull’emendamento targato M5S, sono stati diversi gli interventi contrari alla norma volta a consentire deroghe sulle presenze in Aula, connesse anche all’allattamento. «Qualcuno si riempie molto la bocca di caste e privilegi. Ma allattare il figlio nel corso dell’attività lavorativa in un’aula istituzionale è consentito, ad esempio, mentre è in corso la celebrazione di un processo penale? È consentito per qualsivoglia altro tipo di attività lavorativa? Non sarebbe questa, signor presidente, una forte deroga?», ha attaccato Nitto Palma (FI). «Immagini lei, che ha esperienze di quelle aule – ha proseguito rivolto al presidente Pietro Grasso – se nell’ambito di un processo penale o, se si vuole, di criminalità, a un certo punto il presidente del collegio o il pubblico ministero procedessero all’allattamento. Con tutto il rispetto per la maternità, credo che sia più rispettoso della donna e della paternità sospendere i lavori e consentire che la donna, in separata sede, vada ad allattare o a soddisfare le sue specifiche esigenze. Sotto questo profilo, non è necessario l’inserimento di questa norma nel regolamento, perché questo, come è sempre stato, sarà affidato alla sensibilità del presidente o del vicepresidente di turno. Con questa norma si aprirebbe tutto «uno scenario: la badante per chi ha più di 95 anni o per chi non cammina. Ma stiamo scherzando? Ma di che cosa stiamo parlando?», ha osservato Laura Bignami, ex M5s ed ora nel gruppo Misto .

«Questo emendamento serve ad attivare processi mediatici che devono valorizzare una posizione politica. Visto che usiamo il politicamente corretto, si usa un minore, una situazione estremamente intima e naturale per fare campagna elettorale.Io credo che invece sia più corretto dare la possibilità alla madre di assolvere alla sua funzione materna, sospendendo per qualche minuto l’attività dell’Assemblea», ha notato il senatore Psi Enrico Buemi. «Nessuno vuole impedire il giusto e naturale esercizio della maternità, ma non trasformiamo questa funzione nella solita manifestazione da saltimbanchi», ha notato ancora. «L’allattamento al biberon non si può fare perché in base alla legge sul fine vita la idratazione e la nutrizione artificiali sono un trattamento sanitario. È così. Questo avete votato», ha polemizzato il senatore Fi Maurizio Gasparri. Contrari anche i senatori dell’Idv: «Siamo comunque considerati `molto privilegiati´ per una serie di prerogative che noi abbiamo e altri lavoratori non hanno; non mi pare quindi corretto che la mamma si debba portare nel momento del lavoro in Assemblea il bambino», ha osservato Alessandra Bencini. «Ci si organizza. Questo per rispetto di chi lavora e non ha questa possibilità. I bambini infatti sono tutti uguali, nati dall’operaia e nati dalla senatrice», ha detto ancora.

Corriere della Sera

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